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giovedì 16 luglio 2020

Recensione: 'La ragazza della musica' di Carlo Cavazzuti

Eccoci qui con una nuova recensione! Oggi voglio parlarvi di un romanzo decisamente originale.
Buona lettura!




Titolo: La ragazza della musica

Autore: Carlo Cavazzuti

Edito da: Lupi Editore

Genere: Narrativa contemporanea

Prezzo: Kindle 4,89€

Data di lancio: 8 aprile 2020





Trama

 Diana è una ragazza di sedici anni che è vittima di una condizione schizoide della personalità con problemi di anaffettività.
Abbandonata in tenera età dalla madre che le usava violenza, ha sviluppato tale sindrome ed è dalla più giovane infanzia in cura da diversi medici e sotto il controllo della neuropsichiatria infantile.
Assieme al padre, per questioni di lavoro di questi, si trasferisce da Mantova a Formigine, un piccolo comune poco distante da Modena.   
Poco prima del trasferimento il medico di Diana le propone un nuovo sistema per tentare di farle percepire le emozioni e per intuire quelle che gli altri dovrebbero provare interagendo con lei: tramite un auricolare chi parlerà con lei potrà scegliere un brano da una playlist definita ed inviarglielo; lei, tramite la musica dovrebbe allinearsi alle emozioni che essa trasmette. Assieme a ciò Diana deve tenere un diario in cui annotare le emozioni che andrà percependo.    


Leggere questo romanzo è stato un vero e proprio viaggio. Non sarò esagerata nell'affermare che questo è stato uno dei più bei libri che ho letto quest'anno. Innanzitutto tratta una tematica davvero molto interessante e che sinceramente non credo di aver letto in altri romanzi, anzi, ne sono sicura. Il tema poi rende originale questo testo e allo stesso tempo fa luce su un problema che penso sia molto sottovalutato. Parto con il dire che tutto il romanzo è sotto forma di diario, scritto dalla nostra protagonista, Diana. La forma di diario a me piace molto, e anche se qualcuno potrebbe dire che così facendo non andiamo a conoscere bene tutti i personaggi o le scene non ci vengono mostrate nella maniera opportuna, vi posso assicurare che in questo contesto funziona alla perfezione.
Se vogliamo usare la forma del diario dobbiamo anche chiederci perché usarla. E qui la spiegazione ci viene data. Diana è una ragazzina di sedici anni e dopo l'abbandono -con relative violenze- da parte della madre è rimasta a vivere con il padre ma il trauma le ha causato un disturbo schizoide della personalità che l'ha resa anaffettiva. Diana quindi non riesce più a capire i sentimenti e le reazioni della persona che ha di fronte e allo stesso tempo, anche lei non dimostra apertamente ciò che prova. O comunque sia le sue reazioni potrebbero sembrare ingiustificate o esagerate. Si trasferisce in un paesino vicino Modena e quindi viene iscritta in un nuovo liceo, dove non conosce nessuno.
Il medico di Diana le propone un nuovo modo per cercare di capire le emozioni degli altri e ammetto candidamente la mia ignoranza: non conoscevo una modalità simile. Ma trovo che sia spettacolare.
A Diana viene dato un auricolare -che lei dice essere costoso, almeno sui 300€- e tramite quello le persone mentre le parlano possono inviarle delle canzoni che dovrebbero farle capire come loro in quel momento si sentono. L'auricolare sembra funzionare: inizia con il padre, quindi lui se la rimprovera per qualcosa le manda determinate canzoni, se le sta parlando con tranquillità gliene manda altre differenti e così via. Diana inizia quindi a capire il meccanismo e ben presto si ritrova con una bella playlist. In più il suo medico le consiglia di scrivere un diario per tenere conto di come si sente giornalmente. Un'altra cosa che ho trovato geniale, e ripeto, se è una cosa di uso comune ammetto che non la conoscevo, è l'utilizzo di differenti colori a seconda di come Diana si sente.
Questo dovrebbe infatti esserle molto di aiuto perché inizierebbe a differenziare i vari tipi di sentimenti che prova in una maniera netta e concisa. Ecco perché tutto il romanzo è scritto come un diario proprio con colori diversi! Lo trovo originalissimo e l'ho apprezzato: non avevo mai letto niente di simile!

Ora, a questo punto io divido il paragrafo e inizio a parlare dei personaggi. Ma vista la particolarità dell'opera voglio concentrarmi proprio su Diana. Diana è una persona molto sensibile, specie dopo quello che le è successo. E non riesce a capire molto bene il fatto del diario. Sembra quasi che questa cosa la disturbi mentre invece l'idea dell'auricolare non le dispiace. Solo che non capisce perché deve usarlo per forza per comprendere ciò che non capisce. Nella sua mente c'è infatti questo pensiero: se a lei la situazione sta più che bene, se lei non si sente così diversa perché mai dovrebbe imparare per forza e sentirsi come gli altri? Ma così le è stato imposto e bene o male lo accetta.
Va bene a scuola anche se preferisce di gran lunga le materie scientifiche, questo perché nelle materie umanistiche non riesce a identificarsi negli autori e in quello che loro vogliono esprimere con le loro opere. Questo è un dettaglio che davvero ho amato, perché mi sono resa conto di come siano state analizzate da parte dell'autore tutte le situazioni possibili in cui Diana si approccia.
Ho notato quindi che quando scrive utilizzando un colore rosso chiaro, simile all'arancio riporta le sensazioni belle o comunque situazioni che non le hanno dato fastidio. In blu è il contrario, cose che la mettono a disagio o quando vuole esprimere qualcosa che non le è piaciuto. In giallo descrive la sua paura o quando si sente male sia fisicamente che psicologicamente. Il verde esprime la sua confusione e a volte anche il pianto.

Lei non riesce a capire come approcciarsi con le altre persone quindi rimane spesso isolata. Naturalmente non mancano gli episodi di bullismo, di gente che la prende in giro proprio per l'auricolare che porta sempre. Situazioni in cui lei quasi ormai non ci fa più caso per quanto è abituata. Non capisce nemmeno quando qualche ragazzo ci prova con lei, dando per esempio delle risposte molto serie quando le viene fatta una battuta o rispondendo troppo sinceramente.
Ogni volta che leggiamo di un episodio simile sempre di più iniziamo a comprenderla.
La vera svolta avviene quando Diana rompe accidentalmente il suo auricolare: è disperata perché sa che suo padre si arrabbierà visto quanto costa e quindi si beccherà una sgridata che vuole a tutti i costi evitare. Lo aggiusta da sola ma non alla perfezione. Inizia a sentire delle interferenze. Qualcuno sta ascoltando la musica e, non si sa come, quella musica arriva a lei.
La prima sensazione che ha è di puro shock, tanto che inizia a piangere. Ha quello che è un vero e proprio attacco di panico. Questo perché Diana è abituata ad ascoltare un determinato tipo di canzoni, che sono del padre, del nonno o dei professori e mai aveva ascoltato una musica così differente con la quale non solo non era minimamente abituata ma è anche improvvisa!
Come detto, lei ascolta le canzoni quando gli altri gli parlano e poi se le riascolta da sola. Sentire una nuova melodia quando non se lo aspetta, senza capire né come né perché, le causa appunto un profondo shock. Ma se a questo punto la cosa più ovvia sarebbe andare dal padre, ammettere di aver rotto l'auricolare e di sostituirlo ecco che non lo fa: perché se è pur vero che quelle canzoni improvvise la scioccano, allo stesso tempo sta iniziando a provare qualcosa di nuovo. Qualcosa che non è stato programmato da nessuno! E' la classica sensazione di quando abbiamo paura di qualcosa ma allo stesso tempo ne siamo attratti. Così si sente Diana e ha intenzione di scoprire chi è la persona che le genera queste interferenze. Dopo un'accurata ricerca scopre chi è: una ragazza di nome Valentina.
Si instilla in lei la convinzione che deve per forza conoscerla.

Il rapporto che si crea tra Valentina e Diana è meraviglioso: all'inizio Valentina naturalmente non la capisce e quindi pensa che sia una strana. Ma Diana si apre con lei, per la prima volta, e Valentina la abbraccia. Un gesto che per Diana significa moltissimo e allo stesso tempo è importante anche per Valentina, perché una ragazza con problemi simili si è confidata proprio con lei. Le prepara una playlist e iniziano a frequentarsi. Diana comincerà a mettere da parte tutti i dubbi e le incertezze, per la prima volta nella sua vita inizieranno a nascere delle sensazioni in lei che mai prima d'allora credeva possibili. Io non voglio spoilerarvi troppo ma è una crescita meravigliosa, vediamo una Diana letteralmente uscire da una crisalide che per troppo tempo l'aveva intrappolata e tutto grazie a dei sentimenti positivi quali affetto e amore. Ci sono naturalmente dei litigi tra le due ragazze e in quei momenti Diana scrive unicamente con il colore rosso sul suo diario.
Fino a quando pian piano capirà cosa prova. E tutto il resto non ha importanza.

Stile

Lo stile è giusto per questo tipo di romanzo in forma di diario. Sembra proprio che stiamo leggendo le giornate passate di una ragazzina di sedici anni che non capisce molte cose e devo fare affidamento sui colori e sulla musica. Ve l'ho già detto e ve lo ripeto: l'ho trovato un romanzo emozionante.
Quando devo preparare una recensione, durante la lettura del romanzo a volte mi fermo per appuntare delle cose che mi serviranno appunto per quando scriverò la recensione. In questo caso mi scocciava molto interrompere la lettura perché non avrei mai voluto staccarmici.
L'unico errore che ho trovato è nei mesi del diario, che a un certo punto diventano gennaio, una cosa assolutamente di poco conto rispetto a tutto quello che è il romanzo.
Per questo assegno il massimo del punteggio.


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