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venerdì 17 luglio 2020

[Segnalazione] 'Colori' di Giulia Previtali

Oggi voglio segnalarvi un nuovo romanzo, 'Colori' di Giulia Previtali che ringrazio per averci fornito un estratto da leggere! Di seguito tutte le informazioni.



Titolo: Colori

Autrice: Giulia Previtali

Edito da: Tulipani Edizioni

Genere: Romanzo introspettivo

Prezzo: 1,99€ prezzo di lancio

Disponibile su Kindle Unlimited

Link all'acquisto: Amazon




Trama

Colori è la storia di Ginevra, di una ragazza che controlla sua esistenza e ciò che la circonda col cibo, stingendo al petto i chili che la bilancia segna. Ogni volta. Ogni peso. La sua coscienza è sempre accesa, ma il bisogno di monitorare i suoi (chilo)grammi è la forza che le permette di affrontare il male maggiore. Intorno a lei c’è il suo ragazzo, i suoi amici, la sua famiglia e il suo medico…le sue esperienze. Colori è un messaggio potente, un urlo di disperazione, un miraggio di speranza in un tunnel che sembra senza fine  

Le bastò pensarci un attimo per farle venire i brividi. «La parola. Hai usato la paro-
la.»

Alex Lange si morse il labbro. «Quale parola? Bulimica?»
Ginevra si ritrasse. Se avesse potuto, avrebbe alzato la coperta del letto su cui era
stesa e se la sarebbe tirata fin sulla testa. Ma aveva solo annuito, silenziosa.
«Le parole... non sei sempre stata legata alle parole? Melanie ha i colori, tu hai le
parole. Lo dite sempre: ‘Lei è disegno, io sono parola’. Cosa ti spaventa?»
«Le parole hanno il potere di creare... ma anche di distruggere. E io ho smesso.»

«Con cosa?»
«Ho smesso di distruggere.»
«Distruggere cosa?»
«Ho smesso di deludere, distruggere. Tra fare del male a un’altra persona e me
stessa... beh, io scelgo mille volte di ferire me stessa.»

Giulia Previtali è una giovane ragazza di ventisei anni e vive in un paesino della Brianza. È laureata in beni culturali con una tesi in Estetica della filosofia a carattere letterario. Redattrice, con una grande passione per le lingue straniere e il cinema. Nel tempo libero gestisce un blog – The Nerd’s family – con alcuni amici, ormai da qualche anno, che tratta di libri, film, serie tv, manga, anime e fumetti.

giovedì 16 luglio 2020

Recensione: 'La ragazza della musica' di Carlo Cavazzuti

Eccoci qui con una nuova recensione! Oggi voglio parlarvi di un romanzo decisamente originale.
Buona lettura!




Titolo: La ragazza della musica

Autore: Carlo Cavazzuti

Edito da: Lupi Editore

Genere: Narrativa contemporanea

Prezzo: Kindle 4,89€

Data di lancio: 8 aprile 2020





Trama

 Diana è una ragazza di sedici anni che è vittima di una condizione schizoide della personalità con problemi di anaffettività.
Abbandonata in tenera età dalla madre che le usava violenza, ha sviluppato tale sindrome ed è dalla più giovane infanzia in cura da diversi medici e sotto il controllo della neuropsichiatria infantile.
Assieme al padre, per questioni di lavoro di questi, si trasferisce da Mantova a Formigine, un piccolo comune poco distante da Modena.   
Poco prima del trasferimento il medico di Diana le propone un nuovo sistema per tentare di farle percepire le emozioni e per intuire quelle che gli altri dovrebbero provare interagendo con lei: tramite un auricolare chi parlerà con lei potrà scegliere un brano da una playlist definita ed inviarglielo; lei, tramite la musica dovrebbe allinearsi alle emozioni che essa trasmette. Assieme a ciò Diana deve tenere un diario in cui annotare le emozioni che andrà percependo.    


Leggere questo romanzo è stato un vero e proprio viaggio. Non sarò esagerata nell'affermare che questo è stato uno dei più bei libri che ho letto quest'anno. Innanzitutto tratta una tematica davvero molto interessante e che sinceramente non credo di aver letto in altri romanzi, anzi, ne sono sicura. Il tema poi rende originale questo testo e allo stesso tempo fa luce su un problema che penso sia molto sottovalutato. Parto con il dire che tutto il romanzo è sotto forma di diario, scritto dalla nostra protagonista, Diana. La forma di diario a me piace molto, e anche se qualcuno potrebbe dire che così facendo non andiamo a conoscere bene tutti i personaggi o le scene non ci vengono mostrate nella maniera opportuna, vi posso assicurare che in questo contesto funziona alla perfezione.
Se vogliamo usare la forma del diario dobbiamo anche chiederci perché usarla. E qui la spiegazione ci viene data. Diana è una ragazzina di sedici anni e dopo l'abbandono -con relative violenze- da parte della madre è rimasta a vivere con il padre ma il trauma le ha causato un disturbo schizoide della personalità che l'ha resa anaffettiva. Diana quindi non riesce più a capire i sentimenti e le reazioni della persona che ha di fronte e allo stesso tempo, anche lei non dimostra apertamente ciò che prova. O comunque sia le sue reazioni potrebbero sembrare ingiustificate o esagerate. Si trasferisce in un paesino vicino Modena e quindi viene iscritta in un nuovo liceo, dove non conosce nessuno.
Il medico di Diana le propone un nuovo modo per cercare di capire le emozioni degli altri e ammetto candidamente la mia ignoranza: non conoscevo una modalità simile. Ma trovo che sia spettacolare.
A Diana viene dato un auricolare -che lei dice essere costoso, almeno sui 300€- e tramite quello le persone mentre le parlano possono inviarle delle canzoni che dovrebbero farle capire come loro in quel momento si sentono. L'auricolare sembra funzionare: inizia con il padre, quindi lui se la rimprovera per qualcosa le manda determinate canzoni, se le sta parlando con tranquillità gliene manda altre differenti e così via. Diana inizia quindi a capire il meccanismo e ben presto si ritrova con una bella playlist. In più il suo medico le consiglia di scrivere un diario per tenere conto di come si sente giornalmente. Un'altra cosa che ho trovato geniale, e ripeto, se è una cosa di uso comune ammetto che non la conoscevo, è l'utilizzo di differenti colori a seconda di come Diana si sente.
Questo dovrebbe infatti esserle molto di aiuto perché inizierebbe a differenziare i vari tipi di sentimenti che prova in una maniera netta e concisa. Ecco perché tutto il romanzo è scritto come un diario proprio con colori diversi! Lo trovo originalissimo e l'ho apprezzato: non avevo mai letto niente di simile!

Ora, a questo punto io divido il paragrafo e inizio a parlare dei personaggi. Ma vista la particolarità dell'opera voglio concentrarmi proprio su Diana. Diana è una persona molto sensibile, specie dopo quello che le è successo. E non riesce a capire molto bene il fatto del diario. Sembra quasi che questa cosa la disturbi mentre invece l'idea dell'auricolare non le dispiace. Solo che non capisce perché deve usarlo per forza per comprendere ciò che non capisce. Nella sua mente c'è infatti questo pensiero: se a lei la situazione sta più che bene, se lei non si sente così diversa perché mai dovrebbe imparare per forza e sentirsi come gli altri? Ma così le è stato imposto e bene o male lo accetta.
Va bene a scuola anche se preferisce di gran lunga le materie scientifiche, questo perché nelle materie umanistiche non riesce a identificarsi negli autori e in quello che loro vogliono esprimere con le loro opere. Questo è un dettaglio che davvero ho amato, perché mi sono resa conto di come siano state analizzate da parte dell'autore tutte le situazioni possibili in cui Diana si approccia.
Ho notato quindi che quando scrive utilizzando un colore rosso chiaro, simile all'arancio riporta le sensazioni belle o comunque situazioni che non le hanno dato fastidio. In blu è il contrario, cose che la mettono a disagio o quando vuole esprimere qualcosa che non le è piaciuto. In giallo descrive la sua paura o quando si sente male sia fisicamente che psicologicamente. Il verde esprime la sua confusione e a volte anche il pianto.

Lei non riesce a capire come approcciarsi con le altre persone quindi rimane spesso isolata. Naturalmente non mancano gli episodi di bullismo, di gente che la prende in giro proprio per l'auricolare che porta sempre. Situazioni in cui lei quasi ormai non ci fa più caso per quanto è abituata. Non capisce nemmeno quando qualche ragazzo ci prova con lei, dando per esempio delle risposte molto serie quando le viene fatta una battuta o rispondendo troppo sinceramente.
Ogni volta che leggiamo di un episodio simile sempre di più iniziamo a comprenderla.
La vera svolta avviene quando Diana rompe accidentalmente il suo auricolare: è disperata perché sa che suo padre si arrabbierà visto quanto costa e quindi si beccherà una sgridata che vuole a tutti i costi evitare. Lo aggiusta da sola ma non alla perfezione. Inizia a sentire delle interferenze. Qualcuno sta ascoltando la musica e, non si sa come, quella musica arriva a lei.
La prima sensazione che ha è di puro shock, tanto che inizia a piangere. Ha quello che è un vero e proprio attacco di panico. Questo perché Diana è abituata ad ascoltare un determinato tipo di canzoni, che sono del padre, del nonno o dei professori e mai aveva ascoltato una musica così differente con la quale non solo non era minimamente abituata ma è anche improvvisa!
Come detto, lei ascolta le canzoni quando gli altri gli parlano e poi se le riascolta da sola. Sentire una nuova melodia quando non se lo aspetta, senza capire né come né perché, le causa appunto un profondo shock. Ma se a questo punto la cosa più ovvia sarebbe andare dal padre, ammettere di aver rotto l'auricolare e di sostituirlo ecco che non lo fa: perché se è pur vero che quelle canzoni improvvise la scioccano, allo stesso tempo sta iniziando a provare qualcosa di nuovo. Qualcosa che non è stato programmato da nessuno! E' la classica sensazione di quando abbiamo paura di qualcosa ma allo stesso tempo ne siamo attratti. Così si sente Diana e ha intenzione di scoprire chi è la persona che le genera queste interferenze. Dopo un'accurata ricerca scopre chi è: una ragazza di nome Valentina.
Si instilla in lei la convinzione che deve per forza conoscerla.

Il rapporto che si crea tra Valentina e Diana è meraviglioso: all'inizio Valentina naturalmente non la capisce e quindi pensa che sia una strana. Ma Diana si apre con lei, per la prima volta, e Valentina la abbraccia. Un gesto che per Diana significa moltissimo e allo stesso tempo è importante anche per Valentina, perché una ragazza con problemi simili si è confidata proprio con lei. Le prepara una playlist e iniziano a frequentarsi. Diana comincerà a mettere da parte tutti i dubbi e le incertezze, per la prima volta nella sua vita inizieranno a nascere delle sensazioni in lei che mai prima d'allora credeva possibili. Io non voglio spoilerarvi troppo ma è una crescita meravigliosa, vediamo una Diana letteralmente uscire da una crisalide che per troppo tempo l'aveva intrappolata e tutto grazie a dei sentimenti positivi quali affetto e amore. Ci sono naturalmente dei litigi tra le due ragazze e in quei momenti Diana scrive unicamente con il colore rosso sul suo diario.
Fino a quando pian piano capirà cosa prova. E tutto il resto non ha importanza.

Stile

Lo stile è giusto per questo tipo di romanzo in forma di diario. Sembra proprio che stiamo leggendo le giornate passate di una ragazzina di sedici anni che non capisce molte cose e devo fare affidamento sui colori e sulla musica. Ve l'ho già detto e ve lo ripeto: l'ho trovato un romanzo emozionante.
Quando devo preparare una recensione, durante la lettura del romanzo a volte mi fermo per appuntare delle cose che mi serviranno appunto per quando scriverò la recensione. In questo caso mi scocciava molto interrompere la lettura perché non avrei mai voluto staccarmici.
L'unico errore che ho trovato è nei mesi del diario, che a un certo punto diventano gennaio, una cosa assolutamente di poco conto rispetto a tutto quello che è il romanzo.
Per questo assegno il massimo del punteggio.


martedì 14 luglio 2020

[Segnalazione] 'Io, Vera' di Giuseppe Di Bari

Esce oggi un nuovo romanzo edito da Ekt - Edikit, 'Io, Vera' di Giuseppe Di Bari!




Titolo: Io, Vera

Autore: Giuseppe Di Bari

Edito da: Ekt -Edikit

Genere: Narrativa

Pagine: 210

Data di lancio: 14 luglio 2020






Trama

Vera, brillante studentessa benestante, lascia famiglia e fidanzato, dopo l'esame di maturità, per andare a stabilirsi in una comune. Le persone del posto la accolgono con entusiasmo e calore, ma dopo pochi giorni una decina di loro viene arrestata per furto e resistenza a pubblico ufficiale. Il processo che ne segue porta a una pesantissima e sproporzionata condanna. Vera sta male per quanto successo e sente che non può restare a guardare, perciò medita vendetta, aiutata da un ragazzo della comune.



Guardo il sole attraverso gli occhiali scuri. È potente, rasserenante, mi saluta, mi accoglie, mi indica la mia via. La mia via... Già. Da questa stazione ferroviaria, da questo binario, muoio e rinasco. Il mio treno sta per arrivare e così il mio cammino comincerà.
Ma sei sicura?
Sì.
Intendevo, sei sicura che muori, rinasci e comincerai il tuo nuovo cammino?
Sì...
Ah, ti sento un po’ indecisa.
In effetti lo sono. Insomma, tu mi rendi un po’ incerta. Spiegami.
Tu e le tue decisioni sono il frutto di tutto ciò che hai vissuto, no?
Mmm, sì. Continua.
Dunque perché pensi che tutto ciò che hai compiuto finora sia assimilabile alla morte e che soltanto da questo attimo presente tu inizi a vivere?
Beh, perché la mia vita da ora cambierà, cambierà tantissimo, in modo radicale.




Giuseppe Di Bari nasce a Cuneo e, dopo aver conseguito il diploma di perito informatico, si laurea in Lettere presso l’università di Torino. È insegnante di materie letterarie nelle scuole della provincia di Cuneo, città in cui tuttora vive.
Nel 2015 con La preside inquisitrice (Booksprint Edizioni) esordisce come romanziere, vincendo il Premio Speciale Opera Prima “Val di Magra R. Micheloni” (2016), e risultando come finalista del premio “Prunola” (2016) e del premio “Percorsi Letterari” (2016).
Con l’opera inedita La regina Vera, raggiunge la finale del Premio “Giovane Holden” (2017).
Io, Vera è il suo terzo romanzo.

EKT Edikit, casa editrice nata da un’esperienza decennale e internazionale nell’editoria musicale, è impegnata nella promozione di scrittori emergenti. La sua missione è quella di divenire un punto di riferimento per gli scrittori esordienti, seguendoli passo dopo passo nel loro lavoro creativo

lunedì 13 luglio 2020

[Segnalazione] 'Il bambino che aspettava la neve' di Alessandra Pepino

Vi segnalo oggi il thriller 'Il bambino che aspettava la neve' di Alessandra Pepino, edito da NeroPress!




Titolo: Il bambino che aspettava la neve

Autrice: Alessandra Pepino

Edito da: NeroPress Edizioni

Genere: Thriller

Formato: Ebook: Mobi & Epub

Prezzo: 1,49€





Trama


In una Napoli imbiancata dalla neve, un bambino assiste a un atroce omicidio. Oppure ha avuto un ruolo nell’efferato delitto? Al commissario Mindy Iannaccone il compito di scoprirlo.

Estratto



Mi chiamo Mindy Iannaccone e sono un commissario di polizia.

Ogni mattina mi sveglio, indosso la tuta e divido le mie energie tra la bilancia e i criminali. La sera, nel letto, per coprire il gorgoglio nello stomaco che reclama cibo, metto su un vecchio vinile con l'opera omnia di Bach. Anche se salta e gracchia in continuazione, mi fa compagnia mentre leggo o lavoro.

Un'ora dopo essermi addormentata, un incubo mi tirerà per i capelli. Sempre lo stesso. E allora, ciao ciao sonno.

(Rumore di carta che si accartoccia. Lancio verso il cestino. Canestro)



Alessandra Pepino nasce a Napoli trentasei anni fa in una casa zeppa di libri di ogni genere. Laureata in Scienze della comunicazione e specializzata in Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale predilige, fin da ragazzina, misurarsi con il noir e il giallo ma, da lettrice onnivora quale è, le piacerebbe che la sua penna, un giorno, potesse misurarsi anche con altri generi. Dopo aver vinto alcuni premi letterari e aver preso parte a diversi progetti di scrittura collettiva, ha pubblicato i romanzi Cattivi presagi, Il ladro di ricordi e La danza infelice (Atmosphere Libri), trilogia dedicata all’ispettore Jacopo Guerra. Per Nero Press Edizioni ha pubblicato nel 2017 Il Burattinaio, la prima indagine del commissario Mindy Iannaccone.
 
 


domenica 12 luglio 2020

Recensione: 'Elda: vite di magnifici perdenti' di Maria Adele Cipolla

Oggi vi porto la recensione della blogger e customista Maria Adele Cipolla con il suo romanzo storico 'Elda: vite di magnifici perdenti'! Buona lettura.




Titolo: Elda: vite di magnifici perdenti

Autrice: Maria Adele Cipolla

Edito da: Self Publishing

Genere: Romanzo storico

Formato: Cartaceo & digitale

Prezzo: 3.49€ Kindle, 22.00€ cartaceo





Trama

Attraverso gli occhi della protagonista Elda, questo romanzo immagina un gruppo di personaggi che si muovono in settant’anni di storia siciliana, dal dopoguerra alla fine del millennio: un’aristocrazia del pensiero opposta alla pavida aristocrazia del latifondo, che si è formata nell’angusto panorama fascista ed è diventata adulta durante il conflitto mondiale. Piccoli eroi invisibili che hanno combattuto con le armi della parola e delle idee in un dialogo via via più disincantato con il Partito Comunista, costituendo quella sinistra che non accetta compromessi, vigila, lotta, perde, si rimette continuamente in discussione; nonostante i morti, le stragi, le minacce e l’isolamento.
Maria Adele Cipolla è nata a Palermo nel 1957, dove lavora nel mondo dello spettacolo come costumista e scenografa, insegna disegno e collabora in alcuni progetti dell’Unione Europea. Sin da giovane è impegnata nella vita civica e politica, collaborando anche con la rivista bimestrale Mezzocielo. Pubblica Vivi Villa Trabia, diario piccolo di vita cittadina (ed. Gelka) nel 1995 e nel 2011 la raccolta collettiva Un’estate a Palermo (ed. Di Lorenzo).


Questo romanzo è un vero e proprio tuffo nel passato, nella nostra storia. Il testo presenta due salti temporali: nei primi capitoli infatti conosciamo la protagonista del nostro romanzo, Elda, una signora di ormai settant'anni che una mattina palermitana del 2004 legge il necrologio, scoprendo così che una vecchia fiamma del passato, Augusto, è passato a miglior vita. Ne è molto dispiaciuta e ripensa a quando aveva diciotto anni, a tutto quello che è successo nella sua Sicilia dagli anni '40 in poi.
Ed è così che cambiamo linea temporale e andiamo a conoscere Elda quando era una ragazzina spensierata che avrebbe ben presto conosciuto, non soltanto Augusto, ma anche tutto ciò che di terribile porta la guerra. Il romanzo ci racconta cosa la ragazza ha passato fino a quando non torniamo nel 2004, con Elda che sta preparando da mangiare alla sua famiglia, in un riunirsi di tutto ciò che è stato e di cosa è diventata. Elda ricorda di quando era piccola e passava l'estate a Mondello con la zia Teresa (apro una piccola parentesi personale, non sento che parlare bene di Mondello anche dai miei amici tanto che sempre di più sono desiderosa di andare!). Ha sempre avuto un buon ricordo della zia anche se a volte i genitori sparlavano di lei. Elda ha sempre fatto parte di una famiglia benestante, è abituata a permettersi certe cose ma poi tutto inizia a cambiare e loro situazione economica non è più quella di una volta. Nonostante ciò, i suoi genitori non ci pensano minimamente di far capire a tutti di essere caduti in basso, sarebbe una vergogna troppo grande da sopportare. Per questo continuano a frequentare il Circolo, che viene visto come un ritrovarsi imprenscindibile per ogni famiglia che si rispetti e che avrebbe dato uno smacco a tutti i malpensanti.
Ma le cose peggiorano quando il 23 giugno 1940 avviene il primo bombardamento a Palermo. Anche se tutta la sua famiglia si salva devono pensare a tutte le modifiche della loro vita che saranno costretti ad affrontare. Il padre di Elda si arruola e viene mandato sul fronte balcanico in Slovenia. Lei, invece, durante una serata in cui ha deciso di lasciarsi anche solo per poco tutto alle spalle conosce Augusto, un giovane aristocratico che sceglie lei come sua ballerina, attirandosi le invidie di tutte le altre ragazze presenti all'evento. Elda ne è ovviamente deliziata e quando la sua famiglia lo scopre non è assolutamente contraria a questo corteggiamento da parte di Augusto, proprio per il motivo a cui state pensando. Augusto è un buon partito e ha scelto proprio la loro Elda!
L'unico che poi si dirà contrario a questa unione sarà proprio il papà di Elda. Devo ammettere che quella scena mi è molto piaciuta, di quando Elda in evidente difficoltà si confida per la prima volta con suo padre. E lui la ascolta e le dirà cosa ne ha sempre pensato riguardo a quel ragazzo.
Se infatti già dall'inizio del romanzo sappiamo bene che Elda e Augusto non sono rimasti insieme, non sappiamo però come siano andate le cose tra loro e cosa sia successo tra i due da farli allontanare. Augusto è così innamorato di lei che quando la sua famiglia è costretta a lasciare Palermo per trasferirsi a Santa Flavia, le propone di andare un po' da lui per conoscere la sua famiglia. Elda accetta e rimarrà lì per parecchi mesi considerando che non potrà muoversi subito visto quanto è pericoloso in quel periodo affrontare un viaggio da sola. Durante la sua permanenza, Elda farà la conoscenza della Principessa, la nonna di Augusto che la prenderà molto a cuore -anche se da fuori non sembra- impartendole lezioni di letteratura. La nonna di Augusto è talmente convinta che Elda andrà in sposa al nipote che la aggiunge nel testamento destando la contrarietà degli altri familiari che consiglieranno Elda di rinunciarvi. Quando torna a casa Elda capisce che quello è un mondo che non le appartiene. E decide, anche se a malincuore, di non farvi più parte.
Diventa una donna diversa, diventa ciò che non avrebbe mai potuto diventare se avesse sposato Augusto: si iscrive all'Università, diventa parte attiva  della Federazione Comunista e grande amica di Ottavia con cui manda avanti le loro lotte per la libertà. Inizia ad essere chiamata 'la compagna bionda' e scrive per importanti giornali -che nel romanzo non vengono citati.
Elda si trasforma. Si riprende ciò che è suo.

Personaggi

Partendo da uno dei primi personaggi che ci vengono presentati quello che più mi è piaciuto è la zia Teresa, una donna forte e tenace che è in netta contrapposizione con il resto della famiglia di Elda. Se infatti quasi mai sono stata d'accordo con le decisioni prese per Elda da parte di sua madre o di sua nonna, la zia Teresa è invece quel parente che meglio si addice a Elda e che indirettamente l'ha aiutata moltissimo nel suo diventare donna capace e libera. La zia Teresa era bistrattata, quella di cui tutti parlavano un po' male. Ma è stata l'unica che ha capito perfettamente come si sentiva la nipote e anche se spesso sono state lontane perché la zia ha fatto carriera nella Croce Rossa, i momenti di incontro sono stati per Elda fondamentali. Elda, la nostra protagonista, è la classica ragazza a cui le si sarebbero tarpate le ali se avesse deciso di prendere la strada che la famiglia voleva per lei.
Elda, nel rifiutare Augusto nonostante le piacesse molto, ha fatto proprio una scelta di vita. Diventare la moglie di Augusto, un aristocratico ben visto, avrebbe significato per lei affrontare un cambiamento nella vita incredibile e che forse non sarebbe riuscita a superare. Se infatti tutte le altre ragazze desideravano Augusto proprio per ciò che sarebbero riuscite a ottenere, Elda ha capito che invece proprio tutta quella opulenza le avrebbe impedito di seguire i suoi sogni. Capisce che sono due mondi totalmente opposti e che mai avrebbero potuto trovare un punto di incontro.
Di questo Elda ne prende atto quando resta tutti quei mesi nella sua casa a contatto con la Principessa. Lì la vita è proprio diversa: se a causa della guerra nella sua famiglia fanno un'immensa fatica a trovare da mangiare tanto che suo fratello da Santa Flavia è costretto comunque ad arrivare tutti i giorni in una Palermo bombardata per riuscire a lavorare e fare qualche soldo in più, lì regna la ricchezza e di cibo ce n'è in abbondanza. Ma non è questo a cui Elda deve far caso: insegue così i suoi sogni, sposa Pietro da cui ha dei figli e insieme a lui si attiva come giornalista. Scrive diversi articoli per la Federazione Comunista che le porteranno diversi problemi con annesse minacce -di cui però deciderà di nascondere alla famiglia per non farli preoccupare.
Elda avrà problemi anche durante la sua vita adulta, specialmente con Emma che diventerà una tossicodipendente. Ma pian piano anche questo problema grave verrà risolto con l'impegno di Emma che non solo si impegnerà nel nuovo lavoro che le è stato offerto ma inizierà gradualmente a disintossicarsi. Da anziana, anche se ha abbandonato il giornale, Elda si dimostrerà sempre come una donna attiva nella vita politica, interessandosi a qualsiasi nuova vicenda. Ha sulle spalle una vita fatta di minacce, lotte, ribellioni, povertà e amici che hanno perso la vita. Ho davvero adorato Elda perché quando ha deciso di non sposare Augusto è stata veramente coraggiosa: mettendomi nei suoi panni posso immaginare che colpo abbia dato alla sua famiglia, decidendo di respingere un corteggiatore così facoltoso che li avrebbe aiutati (ricordiamo infatti che i suoi genitori tenevano molto all'apparenza). E invece lei insegue la sua strada e si iscrive all'Università.
Nel pensare che siamo appunto in un periodo bollente, Elda è un'eroina e un esempio per tutte le donne che da lì in poi avrebbero continuato a combattere.

Stile

L'autrice ha uno stile preciso e specialmente senza alcun infodump. Una cosa che ho molto apprezzato è che sono state inserite delle note, che ci aiutano moltissimo a capire determinati significati o a spiegarci un determinato evento. Utilizzando le note non si scade appunto nell'elencare tutta una serie di informazioni che disturbano il lettore. Non è un romanzo che racconta semplicemente la vita di Elda, è un romanzo storico a tutti gli effetti e passiamo insieme a lei cosa ha dovuto subire sia con la guerra in corso, sia dopo, quando tutto è finito e decide di essere attiva politicamente, a suo rischio e pericolo. Per tutti questi motivi, assegno al romanzo il massimo del punteggio.