Recensioni, letteratura, consigli di scrittura

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martedì 24 luglio 2018

Tutte le recensioni

Attraverso questa pagina potrete trovare tutte le mie recensioni.
Sono in ordine alfabetico per cognome:

  1. Accardo Marzia: 'La testimone della sposa'
  2. Accardo Marzia: 'Trascinata dal vento come le nuvole' 
  3. Accardo Marzia, Lily Rose, Katia Arduini, Elisa Mura: 'Love = Love' 
  4. Agomeri Gianluca: 'Phantomatìk' 
  5. Alpi Ginevra: 'Le fronde del salice' 
  6. Antares: 'Sopra, ma non a nord' 
  7. Beducci Sergio: 'Alieni psicopatici' 
  8. Benelli Marcello: 'La lacrima dell'ibisco' Vol I 
  9. Boccola Marilena: 'Matrimonio d'onore' 
  10. Bonasia Giada: 'Quella notte il destino fu deciso'
  11. Borghi Chiara: 'Loro ci salveranno' 
  12. Botturi Katia: 'Amor eretico' 
  13. Botturi Katia: 'Lettere di un libertino' 
  14. Brown John: 'Reset, il linguaggio dell'universo'
  15. Buggio Luca: 'La città delle streghe'
  16. Buggio Luca: 'La città dell'assedio' 
  17. C. Browa Edward: 'Nel mondo del tempo' 
  18. C. Ilari: 'Sotto la superficie' 
  19. C. Ilari: 'Un'altra occasione' 
  20. C. Ilari: 'I tuoi occhi tra la nebbia' 
  21. Caredda Alessandro: 'Racconti di sangue' 
  22. Caredda Alessandro: 'Il corruttore' 
  23. Casasanta Illary: 'La città dei gatti' 
  24. Cheynet Fracesco & Schina Lucio: 'Al di là della nebbia' 
  25. Ciullo Lorena: 'Il Monastero delle erbolarie: il destino di Healer' 
  26. Clark Zoe: 'Ti dirò di me' 
  27. Conaci Salvatore: 'Ordo Mortis'
  28. Condie Ally, Reichs Brendan: 'Darkdeep' 
  29. Conforti Maria Luisa: 'Al di là dell'orizzonte visibile' 
  30. De Luca Marco: 'Mosaico, una storia veneziana' 
  31. De Luca Marco: 'Mosaico: Le due croci' 
  32. De Luca Marco: 'Mosaico: l'ultimo atto' 
  33. De Pizzol Paola: 'Per ogni tuo bacio' 
  34. Dicursi Nadia: 'Quando il sole si prendeva sui terrazzi' 
  35. Dicursi Nadia: 'Vita morte e miracoli' 
  36. Donati Gloria: 'I racconti incantati' 
  37. Donini Roberto: 'Una spada tra luce ed oscurità' 
  38. Donini Roberto: 'Il Regno Parallelo' 
  39. Donini Roberto: 'La profezia del Mezzosangue' 
  40. Doyle Catherine: 'Il custode delle tempeste' 
  41. Duchamp Pitti: 'Frittelle al miele e altre dolcezze' 
  42. Fantoni Anna Pia: 'Io sono la preda' 
  43. Fantoni Anna Pia: 'Parentele di cuore' 
  44. Fiorillo Raffaele: 'Essi vennero' 
  45. Francese Rita: 'Anche la strega cattiva è buona' 
  46. Galanti Ilaria: 'Io sono Beril Kart' 
  47. Galati Vincenzo: 'Beata gioventù' 
  48. Gigli Cesare: 'Ventuno lustri' 
  49. Grieco Andreina: 'Yohnna e il Baluardo dei Deserti' 
  50. Gualtieri Matteo Daniele: 'Gli eredi di Coeter - Promesse e fantasmi' Volume I 
  51. Guzzo Flavia: 'La contrada dei tagliatori di pietra' 
  52. Hilbrat Mirko: 'La rosa dei venti' Vol. 1 
  53. I Demiurghi: 'Legio M Ultima: sfida all'impero' 
  54. I Demiurghi: 'Legio M Ultima: l'impero reagisce' 
  55. I Demiurghi: 'Legio M Ultima: sangue sull'impero' 
  56. Ippolito Eleonora: 'Un passo avanti e poi un altro' 
  57. I Viandanti: 'I Viandanti di Eirahn' 
  58. Jacobs Erija: 'Scappo in Russia' 
  59. Jemisin N.k: 'La Quinta Stagione: la terra spezzata' 
  60. Jemisin N. K: 'La Quinta Stagione. Il portale degli obelischi' 
  61. Labbia Stefano: 'Piccole vite infelici' 
  62. La Grasta Marco Valerio: 'Aeternitas Act I' 
  63. Lee Mackenzi: 'Loki, il giovane dio dell'inganno' 
  64. Le Peruggine: 'Piuma bianca, la guerra dell'alba e del tramonto' 
  65. Le Peruggine: 'Purafiamma, La Guerra dell'alba e del tramonto' 
  66. Lockwood Alan: 'New Albion Chronicles' 
  67. Lorenzo Teodoro: 'Le streghe di Atripalda' 
  68. Maas J: 'La corte di nebbia e furia' 
  69. Maas J: 'La corte di ali e rovina' 
  70. Marinangeli Daniela: 'La magia che è in me: Dahlia' 
  71. Mastroleo Marco: 'Storie di pietra ed acqua' 
  72. Mazzoleni Michele: 'Sulla linea di mira' 
  73. Mennini Righini Andrea: 'Iene, narcisi e filistei' 
  74. M. Cristina: 'Come una reale illusione' 
  75. Nottari Laura: 'Corrispondenza imperfetta' 
  76. Orrù Erika: 'Legami al tuo cuore' 
  77. Palumbo Alessia: 'I due regni: la Città Intera' I 
  78. Palumbo Alessia: 'I due regni: le porte di Eshya' II 
  79. Palumbo Alessia: 'I due regni: le strade di Voros' III 
  80. Pedrini Cristiano: 'Illusioni sommerse' 
  81. Pedrini Cristiano: 'Madras' 
  82. Pennacchio Sabrina: 'At world's end, wanted pirates'  
  83. Sabrina Pennacchio: 'Dark and Light - Amore impossibile' 
  84. Piazza Michela, Boiocchi Pamela: 'Bugie a Santorini' 
  85. Piazza Valentina: "Nel cuore del vichingo"
  86. Prevete Massimo: 'Dream Halls: la vita al crepuscolo' 
  87. Prevete Massimo: 'Dream Halls: l'isola del tempo che non c'è' 
  88. Prevete Massimo: 'Dream Halls: il principe degli scansafatiche' 
  89. Quasi Rebecca: 'La governante'
  90. Quasi Rebecca: 'LeAli' 
  91. Rampini Gianluca: 'La natura dello Scorpione' 
  92. Redivo Fabiana: 'La vendetta di Lord Hughes' 
  93. Repetto Barbara: 'Il risveglio del lupo' 
  94. Romano Therry: 'Time Vampires. Codice Agatha' 
  95. Rondello Salvatore: 'Acrosticamente' 
  96. Rossetti Eric, Coppa Giulia: 'Memorie di Taenelies - I soli di Artchana' 
  97. Rossi Davide: 'E alla fine c'è la vita' 
  98. Rothfuss Patrick: 'Lo sguardo lento delle cose mute' 
  99. Rubino Angelica: 'Jeremy Jenkhins e il fiore della montagna perduta' 
  100. Rubino Angelica: 'Perché sei un essere speciale' 
  101. Rubino Angelica: 'Pistola e polvere da sparo' 
  102. Scalisi Salvatore: 'Inquietanti presenze' 
  103. Sessa Anita: 'La sposa inglese' 
  104. St. Claire Marilynn: 'Il corvo e la rosa' 
  105. Stocco Ornella: 'La ragazza del lago' 
  106. Tagliaferri Vincenzo: 'Chi ha ucciso Euridice?' 
  107. Taiani Cristian: 'Il viaggio degli eroi. Il giuramento' I 
  108. Taiani Cristian: 'Il viaggio degli eroi: le oscure profezie' II 
  109. Taiani Cristian: 'Il viaggio degli eroi: la creazione' III 
  110. Testa Fabio: 'Babbaluci a Mosca' 
  111. Toderi Niccolò: 'Verbum. Custos Verbi' 
  112. Tulipano Pietro: 'Il Cavaliere Nero' 
  113. Vargiù Annamaria: 'E lo chiamano amore' 
  114. Venditti Antonello: 'Lo scrigno cremisi: le mutazioni' 
  115. Venturino Arianna: 'Graffi(ti)... di me e di te'  
  116. Verzegnassi Gaia: 'Erich e la città di sale' 
  117. Viel Omar: 'Fulgore della notte' 




lunedì 23 luglio 2018

Recensione: 'Mosaico: una storia veneziana' di Marco de Luca

Eccoci per una nuova recensione, oggi è la volta di 'Mosaico: una storia veneziana' di Marco de Luca!

Titolo: Mosaico: una storia veneziana

Autore: Marco de Luca

Formato: Kindle

Edito da: Amazon Media

Genere: storico, thriller

Pagine: 270

Prezzo: 10,40€, disponibile a 0,00€ su Kindle Unlimited




Trama

Anno Domini 1583. Venezia è la città dei Dogi, la regina del Mediterraneo, centro nevralgico di tutti i commerci. Il capitano Iñacio Cortés, avventuriero portoghese, intraprendente e senza scrupoli, cercherà di farsi strada dai bassifondi della città di San Marco fino a raggiungere, forse, i vertici della piramide. Attraversando calli e sottoporteghi, districandosi tra intrighi e inganni, il portoghese verrà catapultato in una Spalato leggendaria, dove su suggerimento di un geniale ebreo, si è deciso di fare della città adriatica un fiorente scalo commerciale per favorire l’amicizia tra Venezia e i Turchi. Iñacio cadrà, si rialzerà e imparerà a proprie spese che nella vita ci sono tre tipi di persone: quelli che stanno fermi, quelli che muovono e quelli che sono mossi.
La vera protagonista di Mosaico è però la Serenissima Repubblica, e più ancora gli uomini e le donne che la animano come tessere di un mosaico: uomini di stato, cortigiane deliziose, sicari, avidi mercanti, nobili decaduti, eroi di guerra, corsari rinnegati e cospiratori visionari.


In questo romanzo storico andiamo a visitare quella che era la Venezia del '500, incontrastata regina del Mediterraneo per gli scambi commerciali, con i suoi intrighi e i suoi delicati rapporti con i Turchi e il Sultano. Abbiamo un vero e proprio mosaico della città: man mano che continuiamo a leggere un nuovo tassello va a inserirsi in quello che sarà il quadro completo della Serenissima.
Ho notato, con grande piacere, che c'è stato uno studio davvero minuzioso per qualsiasi aspetto nel costruire e dar vita a questo libro. Non soltanto ci è narrata perfettamente la storia, ma anche i modi, i costumi e specialmente il parlato, cosa che farò menzione più avanti perché merita davvero il soffermarcisi sopra. Quando leggo un romanzo storico, essendo uno dei miei generi preferiti, quello che mi piace in particolar modo è vedere se imparerò qualcosa di nuovo, scoprire un dettaglio che non conoscevo, una bella curiosità che mi rimarrà impressa.
In questo caso sono rimasta più che accontentata: ammetto che molte cose le ho piacevolmente scoperte con questa lettura, delle chicche che di certo non scorderò e che mi hanno fatto pensare che sì, questa è stata non solo una lettura piacevole, ma anche significativa.
Mi ha lasciato qualcosa, arricchendo le mie curiosità storiche.
Sia la città che i personaggi sono stati studiati con attenzione: l'autore ci fa visitare la città indicandoci i luoghi, ci descrive come sono vestiti i personaggi, che armi utilizzano.
Quindi nessun dettaglio viene dato al caso. Ho apprezzato come infatti questo particolare delle armi non sia stato sottovalutato e notiamo come anche i nemici utilizzino armi diverse di cui ce ne viene menzionato il nome. Una cura maniacale che in romanzi del genere serve e rende completo il quadro, o in questo caso il mosaico, della vicenda.
Iñacio Cortés è un portoghese che sin dalle prime pagine lo vediamo mettersi nei guai con lo Schiavone ma che proprio grazie al suo codice morale viene 'ripreso' e portato a fare affari commerciali. Sarà a quel punto che oltre allo Schiavone un altro personaggio farà la sua comparsa lasciando Cortés tra l'incudine e il martello. Quello che accadrà a questo punto è un susseguirsi di piani, intrighi con un colpo di scena che non mi aspettavo -brava Inès!- che porteranno a un risvolto che, ancora, non avevo previsto. Chi ha letto altre mie recensioni sa quanto mi piace pensare a cosa accadrà in seguito ed essere subito dopo smentita. Significa che l'autore non è stato scontato, banale, con una storia uguale alle altre. Un personaggio ci lascia quando pensavo che ci avrebbe accompagnato fino alla fine e questo è stato un risvolto che mi ha colpita positivamente.
I capitoli finali si fanno sempre più energici ma non posso dire che 'cominciamo ad entrare nel vivo dell'azione' soltanto verso la conclusione.
Una cosa lodevole e che ho molto amato in questo romanzo è che abbiamo sempre l'azione: non ci sono capitoli 'di stallo', ma ognuno di loro ci regala un momento emozionante.
Sin dall'inizio siamo sempre all'interno della vicenda, le pagine si susseguono velocemente perché la scena che stiamo leggendo è dinamica e frizzante. Ci vengono date delle pause nelle quali però ci viene un offerto un duello verbale, quindi la nostra mente è sempre attenta e vigile.
E appena finisce quel capitolo ecco che abbiamo subito la scena d'azione che continua a tenerci incollati alle pagine, e ogni azione ne precede subito un'altra.
Quello che ho pensato è che infatti l'autore ha saputo giocare bene con le scene, ha inserito i discorsi intriganti con le scene d'azione ognuna nel punto giusto in modo tale da fornire al lettore un certo ritmo senza farlo annoiare nemmeno per una pagina.
Parliamo infatti dei discorsi diretti: questo testo ne è pieno ed è sempre un punto a favore quando abbiamo più discorsi diretti che indiretti. È infatti un modo per suscitare più interesse, per far scorrere piacevolmente la lettura e anche per dare una nota diversa al personaggio.
Di questo, come già detto prima, ne parlerò a breve.

Personaggi
Dopo un'accurata descrizione sia storica che geografica conosciamo in maniera egregia la Venezia di fine '500. Che dire invece dei personaggi?
Iñacio Cortés è un avventuriero che pensa a quello che vuole fare e anche se rischioso lui tenta comunque. Verso la fine vedremo però un cambiamento nel personaggio, da impulsivo credo si faccia più riflessivo, in grado di prendere decisioni più calcolate e indirizzare la sua vita verso un percorso diverso da quello che aveva sempre visto per lui.
Lo Schiavone e Florian sono due personaggi controversi, sembrano avere molto in comune ma già dopo poche pagine riusciamo a intravedere il profondo distacco che c'è tra i due, su come si muovono e giocano per riuscire a prevalere. Mi sono piaciuti entrambi e penso che, in virtù dei loro caratteri, si siano comportati proprio come avrebbero dovuto comportarsi.
Abbiamo poi due donne in particolare, ognuna di loro dà il suo contributo e spicca grazie alla propria dote. Riusciamo a vedere quindi come l'autore riesce a giostrarsi tra due donne completamente diverse, mettendone in luce le qualità e come grazie ad esse, riescano a sopravvivere.
In un caso del genere infatti si parla proprio di sopravvivenza, sia nell'una che nell'altra.
Inès è una donna che non ha nulla da perdere, una sicaria che non tentenna davanti a un lavoro sporco ma allo stesso tempo quando capisce che le cose stanno andando male o che qualcuno vuole solo approfittarsi di lei, sa come uscirne fuori traendo il vantaggio della situazione.
Chiara Fracassa è delicata, quasi angelica, e mai si sporcherebbe le mani di sangue. Tuttavia ha dalla sua una intelligenza sopraffina. Dopo anni sa come deve comportarsi con certi personaggi, sa cosa deve dire per ottenere ciò che vuole, quindi le basta conversare nel modo giusto per aiutare se stessa e gli altri. In più di un'occasione Iñacio Cortés riesce a scamparsela proprio grazie a lei, che con molta eleganza e quasi con nonchalance riesce a sistemare quello che per il portoghese sembra essere un problema insormontabile. Ma è nel finale che l'ho vista più 'attiva', cambiata anche lei.
Stavolta la mossa che fa è molto più audace e scopriamo un lato del suo carattere che ce la fa piacere ancora di più!

Stile
A inizio recensione ho detto che avrei parlato più avanti riguardo la lingua dei personaggi. Ebbene, è una delle cose che ho amato di più in questo romanzo.
Quando dicevo che ogni dettaglio è curato in maniera maniacale intendevo davvero ogni dettaglio. Quanti autori conoscete che si premurano di andare a studiare esattamente come si parlava all'epoca? Sicuramente molti, ma in questo caso il parlato non viene 'italianizzato' nel nostro, appunto, italiano attuale. Vengono proprio utilizzate le stesse parole, lo stesso dialetto della Venezia del 1500. In diverse occasioni vediamo delle lettere scritte dai personaggi e queste ci vengono presentate scritte similmente nel linguaggio del tempo. Una cosa che ho apprezzato davvero tantissimo perché per fare una cosa del genere vuol dire che c'è stato uno studio approfondito dietro, significa che l'autore voleva che ci immergessimo quanto più possibile in quell'epoca, che la vivessimo in ogni suo dettaglio. Ricordate sempre che dietro un libro ben studiato c'è sempre un buon libro. Scrivere di un qualcosa che non si conosce senza informarsi porta sempre a una conclusione sgangherata che ci fa chiudere il libro senza aver apprezzato o imparato nulla.
Questa cosa rende il personaggio vivo e diverso dagli altri. Quando andiamo a leggere un discorso diretto prima ancora che ci viene detto chi sta parlando noi già sappiamo chi è. Lo riconosciamo.
Come infatti non pensare subito a Iñacio Cortés quando leggiamo la sua solita imprecazione?
Questi sono tratti che noto molto. Vuol dire che il personaggio è stato costruito alla perfezione: è quasi sempre il linguaggio che fa la differenza e direi che qui la fa eccome.
Per concludere non posso fare a meno che consigliarvi questo libro: ne trarrete insegnamento, avrete dei personaggi che sanno come differenziarsi e una scena d'azione dopo l'altra.
Per questo do le cinque stelle!


martedì 17 luglio 2018

Recensione: 'Ordo Mortis' di Salvatore Conaci

Oggi si parla di 'Ordo Mortis' di Salvatore Conaci!

Titolo: Ordo Mortis

Autore: Salvatore Conaci

Formato: Cartaceo, brossura

Edito da: Writers Editor

Genere: Mistero, horror, thriller

Pagine: 160

Prezzo: 17,00€




Trama

 Un giovane insegnante precario e un antico ordine occulto. Complotti, tradimenti e misteri girano attorno a un passato oscuro con cui il protagonista, Alessio Conci, dovrà fare i conti, dopo il suo trasferimento in un anonimo paesino della Calabria. Qui, tra le strade desolate, tra gli sguardi e gli atteggiamenti della gente, tra i suggestivi e misteriosi scorci del luogo, percepisce immediatamente che il paese cela un segreto inconfessabile. Impossibile chiamarsi fuori: Alessio deve agire. 

Andiamo ad immergerci in quello che è un romanzo che ibrida il giallo e l'horror in una maniera perfetta. Il protagonista, Alessio Conci, ha ottenuto l'incarico da lui sempre desiderato, ovvero quello di fare il professore. Dopo tre anni dalla sua laurea in Lettere può finalmente dimostrare che ce l'ha fatta a chi credeva che il suo percorso di studi lo avrebbe portato soltanto sulla strada della disoccupazione. Si trasferisce in un piccolo paesino calabrese e già al suo arrivo sentiamo una cappa di angoscia cadere su di lui. Improvvisamente infatti quel posto gli sembra diverso da quando era andato per cercare una casa da affittare: il lettore sente insieme a lui una tensione salire dovuta specialmente dalle descrizioni accurate e suggestive che ci vengono offerte. La cosa bella di 'Ordo Mortis' è quella infatti di un inizio deciso: l'autore ci trasporta sin dalle prime pagine in quella che sarà l'atmosfera principale del libro. L'ansia, la paura, la curiosità accompagnano il lettore sin dalla prima notte che Alessio passa nella sua nuova casa. Gli incubi cominciano a corroderlo e ciò che sogna è sempre la stessa cosa: un'anziana spaventosa, priva di pupille che al risveglio gli lascia la sensazione che sia ancora lì, annidata da qualche parte nella stanza. Quello che Alessio non sa è che non è l'unico ad avere lo stesso sogno tutte le notti. Anche un'altra persona sta arrivando all'orlo di un esaurimento per colpa di quello che sembra essere un incubo troppo reale.
Il motivo per cui la tensione non ci lascia mai è che anche a scuola, luogo in cui Alessio dovrebbe sentirsi calmo e al sicuro, sembra accadere qualcosa di strano. Il primo giorno infatti non parte certamente in maniera tranquilla per Alessio che si trova a fronteggiare un'anziana donna dalle frasi enigmatiche di cui Mario vorrà dargli sin da subito le dovute spiegazioni.
Nonostante il clima quindi non proprio dei migliori Alessio trova comunque la sua luce: Lisia, professoressa di inglese, bionda e angelica, che gli ruberà subito il cuore.
Lei è l'unico pensiero positivo, l'unica cosa che lo fa calmare e che lo rende intraprendente anche quando si sente spaesato e osservato.
Sarà con lei che Alessio cercherà di scoprire cosa sta succedendo in quel piccolo paesino. Chi siano i Roccia, che cosa accade di notte e chi è l'Ordine segreto che si riunisce ormai da moltissimi anni.
Non voglio fare spoiler a nessuno, quindi mi limiterò a dire che il perfetto clima di suspance non verrà mai interrotto. Arriverete a leggere gli ultimi capitoli tutto d'un fiato, desiderosi di scoprire come Alessio e Lisia riusciranno a far luce sulla questione grazie al loro ingegno.
Entrambi infatti hanno dalla loro parte un acume e un'intraprendenza degna delle loro professioni: non sono personaggi che riescono grazie alla casualità come spesso succede nei romanzi, ma se riescono a raggiungere certi obiettivi è grazie alle loro interpretazioni che si rivelano esatte.
Lisia è forse il personaggio più timoroso dei due, che ha bisogno di più conferme da parte di Alessio, ma comunque sia lo segue e affronta la situazione prendendo in mano tutto il coraggio che può dimostrare.

Personaggi
Dopo un'accurata descrizione del paesaggio che ci fa da background, anche i personaggi sono curati e ognuno di loro si distingue dall'altro. Non è una cosa ovvia: tante volte ho letto i romanzi in cui durante i dialoghi non si riusciva a riconoscere chi stesse parlando per quanto fossero stereotipati ma non è questo il caso. Alessio è un personaggio che giudico avventuroso. Sì, perché non solo ha il giusto entusiasmo nell'affrontare una situazione nuova ma non si tira mai indietro. Aiuta gli altri senza doverci pensare due volte. Mi è piaciuto anche come si è approcciato a Lisia, senza alcuna titubanza e remora. Utilizza non solo il suo bagaglio culturale per far fronte alla situazione ma anche la sua acuta osservazione. Ha un occhio attento per i particolari, che l'autore ci presenta all'inizio del testo e che saranno importanti successivamente, e la stessa cosa si può dire di Lisia che oltre ad essere anche lei attenta è molto curiosa e studiosa del luogo. Una dote che li aiuterà entrambi.
I seguaci dell'Ordine sono raccapriccianti e allo stesso tempo interessanti: il lettore è spinto a conoscerne le motivazioni, la storia che c'è dietro a chi lo presenzia, i loro rituali.
E con questo mi voglio ricollegare al personaggio di Emma, uno di quelli che più mi ha interessata sin dall'inizio. Si presenta come un personaggio sicuramente ambiguo, a tratti spaventoso (sicuramente per Alessio!) ma già dalla frase che pronuncia sapevo che sarebbe stata interessante e quindi ho seguito la sua storia provando una profonda empatia per lei.

Stile
Quanto ho apprezzato questo stile! Abbiamo una descrizione decisamente diversa dal solito romanzo. Credo che sia una stile perfetto per ciò che ne concerne il testo e l'anima stessa di Alessio. Abbiamo quindi: un protagonista che è un professore di materie umanistiche, un background misterioso e tenebroso, un Ordine occulto; tutto questo si sposa alla perfezione con lo stile 'alto' se così posso definirlo che Salvatore utilizza per questo libro.
Ora, non so se questo è proprio lo stile dell'autore, ma per questo testo è perfetto perché si mescola con quello che è il genere del romanzo. 
Vengono spesso utilizzate le similitudini che aiutano a rendere il tutto ancora più suggestivo, in uno stile puramente poetico e oscuro quando serve. Camminiamo insieme a Alessio lungo la via che lo porta a casa sua riuscendo a carpire perfettamente il suo stato d'animo; così come viviamo insieme a lui quell'incubo rimanendone angosciati e ancora più incuriositi di prima.
Una lode anche per quanto riguarda le note a fine pagina che ci forniscono una traduzione delle frasi in latino e non solo: spiegano anche il significato del modo di dire appena menzionato facendoci intuire meglio ciò che voleva dire il personaggio.
Dietro tutto questo vedo quindi un lavoro certosino, un romanzo che ci fornisce allo stesso tempo una cultura senza scadere nella presunzione e che ci ravviva l'interesse spingendoci a ragionare insieme ad Alessio.
Detto questo, direi che posso promuoverlo a pieni voti!
 

domenica 15 luglio 2018

Recensione: 'La città delle streghe' di Luca Buggio

Oggi nuova recensione! Stavolta per 'La città delle streghe' di Luca Buggio.

Titolo: La città delle streghe

Autore: Luca Buggio

Formato: Cartaceo, brossura

Edito da: La Corte Editore

Genere: Mistero, storico

Pagine: 390

Prezzo: 16,90€




Trama

 Agli inizi del 1700 la politica spregiudicata di Vittorio Amedeo II porta il Ducato di Savoia in guerra contro la Francia. Laura Chevalier, cresciuta vicino a Nizza, crede di essere al sicuro fuggendo a Torino, ma scopre che la capitale del Ducato non è una città come tutte le altre. Ci sono cose di cui non si può parlare se non sotto la protezione dei Santi, perché l’Uomo del Crocicchio è sempre a caccia di anime e potrebbe essere in ascolto. Misteriose presenze si aggirano per le vie quando scende la notte e cadaveri mutilati vengono ritrovati la mattina seguente. Lo sa bene Gustìn, un tempo monello di strada che si è fatto le ossa fra imbrogli, furti e truffe fino a diventare una delle spie del Duca. Disilluso e intraprendente, è l’uomo giusto per fare i lavori sporchi, ma anche per mettersi a caccia di banditi, streghe e serial killer.
Le loro vite si sfiorano mentre la città si prepara a sostenere l’assedio che deciderà i destini della guerra e del Ducato, tremando per i segni diabolici, affidandosi ai presagi celesti.


Premetto che conoscevo già l'autore: tempo fa ho infatti letto il suo primo libro 'La danza delle marionette' che mi aveva lasciata piacevolmente sorpresa. Si trattava infatti di un libro scritto in maniera egregia con una trama che, seppur riportasse elementi già visti, risultava orginale e intrigante. 'La città delle streghe' poi, ha un altro punto a suo favore, oltre al sapere che sono davanti a un libro scritto sicuramente bene: è storico, nonostante abbia elementi 'fantastici' e di mistero e ciò non può che incrementare la mia curiosità al riguardo.
I romanzi storici, quelli naturalmente scritti con cognizione di causa dopo accurate ricerche e con un occhio di riguardo alle fonti, sono tra i miei preferiti.
Qui ci troviamo a Torino, agli inizi del 1700 e l'autore riesce perfettamente a farci addentrare nell'epoca utilizzando tutti i cinque sensi per mostrarcela nel modo migliore.
Odori, sapori, sensazioni... è così che viviamo la città, imparando a conoscerla insieme a Laura che con il suo padre adottivo Fioreste si ritrova in quella che è per lei una città sconosciuta.
Il suo timore verso la città comincia a crescere quando le viene consigliato di non uscire mai di notte da sola. Una serie di omicidi infatti sembrano compiersi di notte, i corpi vengono trovati deturpati, a volte senza cuore. Non si riesce a capire chi possa essere il colpevole e qui ci si divide in due fazioni: chi crede che possa essere un 'semplice' assassino e quindi si cerca di capire il movente per ricondurlo a una persona ben distinta oppure che possa essere l'Uomo di Crocicchio, un'entità che vaga di notte a caccia di anime. Non è il solo che viene temuto in città: ci sono anche le streghe, donne che riescono a provocare disastri, far ammalare il bestiame, i bambini e perfino uccidere.
Il quadro che quindi ci viene proposto è molto interessante: durante la lettura sembra di essere sempre in bilico tra la realtà e la fantasia. Molte volte mi sono chiesta se ci fosse una spiegazione razionale o se invece dovessi credere al sovrannaturale.
Sono rimasta con questo interrogativo fino agli ultimi capitoli che sono, per me, i migliori del libro: entriamo ancor di più nel pieno della vicenda, ci vengono forniti dettagli preziosi e si può cominciare a ricomporre per bene il puzzle della situazione.
L'ansia mi ha tenuta incollata alle pagine tanto che il finale l'ho letto tutto d'un fiato. Naturalmente provvederò ben presto a recuperare anche il secondo volume, ovvero 'La città dell'assedio'.

Personaggi
Tra i personaggi principali abbiamo Laura, appena arrivata a Torino con Fioreste. Durante il viaggio si è portata dietro tanta ansia a paura, e specialmente un grave lutto che a mio parere ha cambiato in maniera radicale il personaggio. Si è fatta più matura, oserei dire anche più gentile, più coscienziosa. La vediamo inizialmente come un personaggio che sembra annegare nella propria tristezza per poi cominciare a pensare al passato con una velata nostalgia. Il primo impatto su di lei potrebbe essere quello di una donna timorosa quando invece è molto coraggiosa: nonostante infatti abbia paura ad uscire di notte senza essere accompagnata non esita a farlo quando nota che Fioreste sta male e che quindi ha bisogno di aiuto.
Si dà da fare, prende il controllo della situazione affrontandola con tutta la paura che può provare in quel momento. So che è un personaggio a suo dire 'speciale' e non vedo l'ora di conoscerla meglio. Di solito, non amo particolarmente i personaggi femminili. Luca Buggio riesce sempre a farmeli piacere, come fu per Kerri a suo tempo!
Anche Fioreste penso sia assolutamente adorabile: è un uomo buono che ha sempre cercato di non far mancar nulla alla sua famiglia, che si è sempre prodigato per il loro bene e anche dopo esser stato male non si dà per vinto e non si abbatte. Credo che sia uno dei personaggi più dolci e buoni dell'intero libro. Gùstin è l'altro protagonista della nostra vicenda: dopo un'infanzia disastrosa e triste viene assoldato come spia del Duca. Intelligente, caparbio e ligio al dovere, Gùstin è in grado di farsi amare sin da subito. I capitoli a lui dedicati sono molto interessanti: il lettore cerca insieme a lui di venire a capo della situazione ragionando insieme a lui. Sono i momenti in cui ho provato maggior tensione (in senso positivo del termine!). In definitiva non c'è stato nessun personaggio che ho odiato.
Ne approfitto anche per nominare Raffaele. Sono troppo curiosa di sapere qualcosa in più su di lui eppure so già che mi piacerà. Nel bene o nel male.

Stile
Che posso dire! Questo è uno stile che dovrebbe avere qualsiasi libro che si rispetti. Già lo si nota per come l'autore si sia informato per ogni dettaglio e da come sia riuscito a riprodurre su carta il suo studio. Conosciamo Torino, le vicende storiche e i personaggi con una dovizia di particolari assolutamente pregevole. Non c'è niente che stona, niente dato al caso.
Ci sembra di stare anche noi passeggiando per le vie della città, di sentire i suoi profumi, di vedere la sua gente. Promosso a pieni voti!

giovedì 5 luglio 2018

Recensione: Reset, Il linguaggio dell'Universo di John Brown

Recensione per 'Reset, Il linguaggio dell'Universo' di John Brown, edito da Idea!

Titolo: Reset, Il linguaggio dell'universo

Autore: John Brown

Formato: Cartaceo, brossura

Edito da: Immagina Di Essere Altro

Genere: Fantascienza, Fantasy

Pagine: 384

Prezzo: 12,00€




Trama

 Un mix di fantasy e fantascienza che vi condurrà in mondi nuovi e appassionanti. Strane creature accompagneranno i protagonisti in un viaggio meraviglioso e mai semplice alla scoperta dell'Universo. Cosa si cela dietro alla porta?

Oggi voglio parlare di un libro che mi ha catturata grazie alla sua originalità e alla sua capacità di farci addentrare in mondi completamente nuovi. Sono concorde nell'affermare che sia un mix perfetto tra frantasy e fantascienza ma penso che possa essere una lettura interessante anche per i meno amanti del genere grazie alla scorrevolezza del testo e su come ci vengono mostrate (e non raccontate!) le vicende dei nostri protagonisti.
L'inizio parte benissimo: entriamo subito nel pieno della vicenda conoscendo uno dei protagonisti, Tom, un ragazzino incredibilmente sveglio per la sua età, all'apparenza molto mite e introverso.
I suoi genitori stanno per partire per una vacanza con i genitori di Mary Ann di cui Tom ha una cotta e hanno intenzione di lasciarli insieme con una baby sitter. Naturalmente Tom è felicissimo della situazione, un'intera settimana con la ragazzina di cui è innamorato è tutto ciò che potrebbe desiderare in quel momento, un po' meno per la 'selezione' della baby sitter. Decide quindi di riuscire a convincere i genitori nel chiamare Anthony, il bibliotecario che trova molto simpatico e con cui pensa si troverebbe meglio che con la signora Yorkmire.
Quando riesce nell'impresa, mai avrebbe immaginato che il signor Anthony Spiklington li avrebbe rapiti. E meno che mai li avrebbe portati in un altro mondo, popolato da creature mai viste.
Essendo Reset un primo volume, ancora non ci è dato sapere perché Tom è la chiave, così come dice Anthony e per quale motivo sono destinati a compiere questo viaggio.
C'è da dire che il testo prende immediatamente, che anche quando ci troviamo all'inizio e assistiamo a questo rapimento non riusciamo lo stesso ad odiare Anthony, crediamo davvero che sia una persona a modo e che ciò che sta compiendo ha un fine ben preciso.
Anthony ci viene presentato e descritto con una cura incredibile, conosciamo i suoi modi di parlare, di progettare e di pensare quindi ci viene spontaneo fidarci subito di lui anche in una situazione non proprio tranquilla come quella del rapimento.
Una volta che il viaggio comincia riesce a mantenere la situazione sotto controllo, non perde la sua lucidità, la sua calma e specialmente la sua gentilezza anche nelle situazioni che non aveva calcolato. Per questo motivo ho apprezzato particolarmente questo personaggio e ho seguito con interesse i suoi ragionamenti.
Il nuovo mondo in cui i nostri protagonisti approdano è dettagliato e ben curato: ci vengono infatti presentate delle nuove razze (e il testo è accompagnato anche dai disegni di queste creature, una cosa che ho molto apprezzato anche se sono descritte così bene che non abbiamo problemi ad immaginarcele) con i loro costumi, il loro linguaggio e i loro 'riti'.
In un primo momento viene spontaneo figurarcele come nemici, specie se i protagonisti vengono subito catturati e il loro aspetto non è proprio rassicurante. La cosa bella di questo libro è scoprire come qualsiasi creatura che è stata inventata ha le sue sfaccettature, che le loro azioni non vengono dettate dal caso ma secondo la propria logica.
Voglio anche menzionare il personaggio di Kurtwaq, completamente ottenebrato dalla follia. Leggere dei suoi monologhi interiori è stata una delle chicche che più ho adorato. Solitamente mi piacciono sempre quei personaggi con problemi 'psicologici' se così vogliamo definirli che riescono a intrigare e a non destare sospetti proprio grazie alla loro doppia personalità, il che può sembrare un paradosso.
Sono dell'idea che inserire elementi del genere rende ancora più dinamico il racconto e stai sempre lì nell'attesa di scoprire che cosa può inventarsi (o chi ucciderà!) e quale sarà il suo prossimo obiettivo.

Stile

Lo stile è limpido, scorrevole e arguto. Non esagero quando dico che vi ritroverete ben presto incollati alle pagine senza rendervi conto del tempo che è passato.
Uno dei motivi per cui lo stile è così amabile è non solo perché viene utilizzato egregiamente lo show don't tell ma anche perché ci sono moltissimi discorsi diretti.
Questa è sempre un aspetto da non sottovalutare; i discorsi diretti riescono infatti a coinvolgere di più il lettore e fargli conoscere meglio i personaggi, ad entrare nella loro testa.
Oltre al fatto che sono perfettamente verosimili. Ci sono molti libri che abbondano di discorsi diretti ma che mi fanno comunque storcere il naso perché sono troppo costruiti, troppo 'falsi'.
In questo caso invece ciò che dicono è che ciò che diremmo anche noi nella realtà. Per questo si leggono così bene, sono freschi e fluidi.
Questo è uno stile che cattura, è conciso ma allo stesso tempo dà le informazioni necessarie per farci immaginare l'universo creato senza appensatire la lettura con descrizioni dettagliatissime e inutili.

In conclusione abbiamo un romanzo che ha saputo: rendersi originale inventando una storia che non ha richiami forti da qualche altro contesto che possiate aver letto, offre personaggi non stereotipati ma con la loro complessità che li rende ancor più interessanti e ha uno stile fluido e verosimile.
Direi promosso a pieni voti!