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mercoledì 13 maggio 2020

Recensione: 'Alieni Psicopatici' di Sergio Beducci

Oggi vi porto la recensione di 'Alieni Psicopatici' di Sergio Beducci, un romanzo che ho trovato davvero interessante. Buona lettura!

Titolo: Alieni Psicopatici

Autore: Sergio Beducci

Edito da: Self Publishing

Genere: Romanzo di formazione/generazionale

Formato: Cartaceo & digitale

Pagine: 360

Prezzo: 12.49€ cartaceo, 2.99€ ebook

Data di lancio: 7 aprile 2020

Link all'acquisto: Qui


Trama

Luca ha poco meno di trent'anni, vive a Roma, sceneggia e illustra fumetti; ha una madre che vive in Danimarca, un fratello che disprezza tutto quello in cui crede, un padre che lo ha costretto, con un ricatto, a frequentare una lunga serie di sedute da uno psicologo. La diagnosi certificherà che soffre di un disturbo evitante di personalità o DEP. Ma è Luca che rifiuta d'inserirsi nel tessuto sociale o è il mondo che gli hanno costruito intorno, con le sue rigide regole e strade sbarrate, a escludere lui e gran parte della sua generazione? Prendendo spunto dal suo presunto disturbo, ha creato una serie di fantascienza, in cui un gruppo di alieni molto progrediti, gli Evitanti, ha invaso il pianeta Terra spargendo terrore. Luca ha molti amici a cui piace organizzare feste illegali che durano giorni. A una di queste feste incontrerà una strana ragazza che sostiene, a certe condizioni, di poter avvertire il respiro dell'universo. Insieme affronteranno un lungo percorso di sofferenza e rinascita. Saranno complici, saranno amanti, si misureranno con padri violenti e con un mondo spietato che non esita a perseguitare donne libere, persone indifese, tutti coloro che non si sottomettono alle sue leggi.

Il motivo per cui ho trovato questo romanzo interessante, non è stato solo per lo stile che reputo ottimo, ma anche per le tematiche che sono state trattate.
In questo testo, infatti, sono sicura che in molti si potranno riconoscere anche per un semplice dettaglio. Luca, il nostro protagonista, vive a Roma, ha quasi trent'anni e una situazione familiare non proprio idilliaca. I suoi genitori si sono separati, sua madre è andata a Copenhagen e lui è rimasto con suo padre e suo fratello che non hanno molta considerazione di lui. Luca si sente quasi come un 'Giuda' perché aveva tradito suo padre, convinto che sarebbe rimasto con lui dopo la separazione. Invece se n'era andato in Danimarca dove ha vissuto forse il momento più felice della sua vita fino a quando non è tornato in Italia. Suo padre pensa che sia strano tanto che lo costringe a prendere sedute da uno psicologo che gli attesta avere un disturbo evitante di personalità, un po' come gli alieni dei suoi fumetti. Il padre non prende molto bene questa diagnosi, convinto che suo figlio abbia ben altri problemi considerando quanto è introverso, e alla fine Luca decide di andarsene di casa.
Dopo esser stato ospite di qualche amico, incontra una ragazza, Bea, che lo invita a una festa illegale 'Breath of the universe'. Gli dice infatti che lei è convinta di sentire il respiro dell'universo. Proprio perché è una festa illegale Bea non gli ha dato delle chiare informazioni e Luca farà un po' di fatica a giungere a questa festa. Quando finalmente incontra nuovamente Bea i temi che vengono trattati sono molteplici: innanzitutto il suo fumetto, questi alieni Evitanti, chiamati così perché nelle sue tavole non li fa mai vedere. Mette giusto qualche colore posizionato nella vignetta giusta, ma mai che questi alieni, un po' psicopatici come lui e i suoi amici, si mostrino. Sono anche alieni crudeli, senza alcuna morale. Ed è per questo che piacciono. Per questo la gente vorrebbe sapere più di loro, sulle loro origini, come infatti gli consiglia Bea. Ma viene toccata anche un'altra questione molto delicata: Bea è vittima di revenge porn e suo padre, malato, ha preso seriamente la questione. L'ex di Bea le ha rovinato la vita mandando in rete video che la ritraggono fare sesso con lui e ha intenzione di trovarlo e fargliela pagare quando invece Bea, dopo così tanti anni, vorrebbe soltanto lasciarsi tutto alle spalle. Se infatti questo ragazzo venisse rintracciato, sa che tutto tornerebbe a galla e che sarebbe di nuovo al centro dell'attenzione pubblica. Un qualcosa che ha già sperimentato e che non vuole riaccada.
Proprio perché ora Luca si sta frequentando con Bea, e visto che nei video la faccia del suo ex non appare, il papà di Bea sospetta che sia proprio Luca...
Un'altra particolarità che mi ha davvero colpita di questo testo è che alla fine di ogni capitolo è possibile scansionare un QR Code che ci permetterà di ascoltare una canzone adatta proprio a quel capitolo, per farci entrare meglio nel mood della situazione.
L'ho trovata un'idea davvero meravigliosa e anche originale. Ottima proprio per chi ama ascoltare la musica durante la lettura, in questo modo verrete seguiti passo dopo passo e avrete sempre qualcosa di adatto da ascoltare!

Personaggi

Una particolarità che distingue Luca dai suoi amici è che lui non ha un nickname. Gli amici di Luca ci vengono presentati infatti come S8Cassa o Alex88, proprio come i nick che loro utilizzano su Internet. Ma Luca no, lui è semplicemente Luca. Ha iniziato a progettare un fumetto su degli alieni Evitanti, chiamati così sia perché non si fanno mai vedere e sfuggono sempre e sia perché in qualche modo si rispecchia in loro, proprio come quando lo psicologo gli ha diagnosticato un disturbo evitante di personalità. Il fumetto va bene, riceve anche delle chiamate per collaborazioni con case editrici, eppure c'è qualcosa che lo frena e non sa più come andare avanti. Ha paura di deludere i suoi fan, di non rendere interessanti questi alieni che tutti vorrebbero finalmente vedere.
Suo padre, che lo considera invece ancora più problematico di quello che è perché lo vede come uno sfaticato, prova a convincerlo di seguire lui e suo fratello a Verona, per lavorare in uno studio legale. Luca non ci pensa neanche e si inimica ancora di più il padre perché decide di sparire -ancora una volta- andando dai suoi amici e frequentando feste. Sarà proprio in una di queste feste che durano giorni che incontrerà Bea. Era stata proprio lei a fornirle il bigliettino per raggiungerla, ma essendo una festa illegale, non aveva potuto scriverci sopra molte informazioni. Luca sente subito un'afifnità con Bea. Lei infatti si rivela molto interessata al suo progetto e gli consiglia quale strada prendere per il suo fumetto. Ma a entrambi serve un radicale cambiamento: andarsene via da lì, per ricominciare daccapo. Luca perché ha una situazione che lo blocca sia sul piano emotivo che quello artistico e Bea perché ha bisogno di un luogo dove possa dimenticare tutto senza nessuno che la giudichi. Per questo nemmeno lei ha un buon rapporto con il padre. Il padre, oltre al fatto che è malato, ha preso in maniera ossessiva la sua storia del revenge porn tanto da non capir che sta abbattendo sua figlia ancora di più. Capisco perfettamente come possa sentirsi Bea: dopo anni di vergogna ha decisamente bisogno di staccare e non di sentir più parlare di quella brutta vicenda. Se infatti il suo ex dovesse farsi di nuovo vivo, quella storia tornerebbe a galla. E lei non avrebbe più pace per altri anni ancora. Una situazione che mentalmente è destabilizzante perché la vittima, in una situazione del genere, deve reggere sia lo stress che porta un'azione legale sia l'incubo di rivivere tutto quanto. Eppure il padre è convinto che Bea stia cercando di difendere il suo aguzzino, per questo non collabora con lui. Tanto che alla fine si convince che sia Luca, questo nuovo ragazzo magicamente apparso. Comportamenti malati del genere hanno pur sempre un fine. Ed è stato interessante vedere come si muovevano i personaggi e come avrebbero reagito. Li ho trovati tutti caratterizzati molto bene e queste tematiche trattate con il dovuto tatto.

Stile

Anche lo stile trovo che sia ottimo. Ottimo show don't tell, ottima caratterizzazione dei personaggi come dicevo qualche riga fa, proprio perché l'autore non ha avuto bisogno di descriverli ma li ha fatti muovere in un modo tale che capiamo subito che tipo di carattere hanno. Quindi niente descrizioni inutili e quindi niente infodump. Ci sono molti dialoghi, cosa a cui faccio sempre caso perché più ce ne sono meglio è, e hanno un linguaggio adatto ai ragazzi protagonisti che ben si adattano al background. Non trovando difetti, lo premio con il massimo del punteggio.

martedì 12 maggio 2020

Recensione: 'Il portale degli obelischi. La terra spezzata' di N. K. Jemisin

Ed eccoci qua a un anno dell'uscita dell'ultimo volume, con la recensione del secondo de 'La terra spezzata', 'Il portale degli obelischi' di N. K. Jemisin in uscita proprio oggi in tutte le librerie! Se vi siete persi la recensione del primo volume potete leggerla cliccando qui! Ringrazio Oscar Mondadori Vault per avermi dato la possibilità di leggere il romanzo in anteprima.




Titolo: Il Portale degli Obelischi. La terra spezzata

Autrice: N. K. Jemisin

Edito da: Mondadori

Genere: Fantasy

Formato: Cartaceo (brossura) & digitale

Prezzo: 15.00€ cartaceo, 9.99€ su Kindle

Data di lancio: 12 maggio 2020




Trama

La Stagione della fine si fa sempre più buia, mentre la civiltà sprofonda in una notte senza termine.
Essun ha trovato un luogo dove rifugiarsi, ma soprattutto ha trovato Alabaster, sorprendentemente ancora vivo; ha inoltre scoperto che è stato lui, ormai in procinto di trasformarsi in pietra, a provocare la frattura nel continente e a scatenare una Stagione che forse non terminerà mai.
E ora Alabaster ha una richiesta da farle: deve usare il suo potere per chiamare un obelisco. Agendo così, però, segnerà per sempre il destino del continente Immoto.
Nel frattempo, molto lontano, anche Nassun, la figlia perduta di Essun, è forse approdata in un luogo dove sentirsi a casa, dove coltivare la sua straordinaria dote di orogenia, per diventare sempre più potente. Ma anche Nassun dovrà compiere scelte decisive, in grado di mutare il futuro del mondo intero.

Dopo il primo romanzo, che ci ha affascinato con il suo mondo, l'orogenia, i suoi personaggi e il suo stile decisamente unico, ecco che ci addentriamo in una vera e propria Stagione i cui inizi si erano già visti nel finale del primo volume. Una Stagione che potrebbe non avere fine e che distruggerà tutto ciò che è conosciuto. Ora tutte le linee temporali finalmente si ricongiungono. Il primo volume aveva infatti avuto la particolarità di seguire la vita di tre ragazze all'apparenza ben distinte, Damaya, Syenite, Essun. Ora che sappiamo che altri non sono che la stessa persona, abbiamo anche capito che il libro era stato strutturato attraverso linee temporali che ci hanno fatto conoscere il presente, il passato e il futuro. Un futuro però che è in realtà l'attuale presente, dove Essun, ancora sconvolta dalla morte del figlio Uche e in ricerca della figlia perduta Nassun, ha altre perdite nel cuore che soltanto adesso possiamo veramente comprendere. Ma cos'è appunto l'orogenia, la possibilità di sensire le calamità? Un dono o una condanna? Con il primo volume abbiamo capito che gli orogeni sono visti come persone pericolose, chiamate in modo dispregiativo rogga, che possono sì, sensire i terremoti e addirittura mandarli altrove per evitare disastri, ma allo stesso tempo possono uccidere anche senza volerlo chi è intorno a loro. Li ghiacciono, li trasformano in pietra per poi sbriciolarli. Basta che l'orogeno abbia un cambiamento emotivo, che sia arrabbiato o spaventato ed ecco che non riesce più a controllare il suo potere. Per questo esiste il Fulcro, il luogo dove gli orogeni, seguiti dai Custodi, possono imparare a controllare il proprio potere ed essere invece un aiuto per tutto il mondo. Più un orogeno ha anelli sulle dite più la sua posizione è alta. Nell'ultimo volume Syenite era partita con Alabaster e, per ottenere un altro anello che le avrebbe permesso una vita più agiata, avrebbe dovuto avere un bambino da lui. Un bambino, Corundum, che effettivamente è nato. Ma la tragedia che li ha colti pochi anni dopo ha distrutto sia Syenite, ormai divenuta Essun, che Alabaster, ormai trasformato in pietra. Sono ora passati diversi anni e Essun, ancora in cerca della figlia Nassun avuta da Jija, incontra Alabaster incredibilmente sopravvissuto ma trasformato. Sa che non c'è più speranza per lui, che non tornerà mai quello di prima. Essun sente ancora di amarlo e gli sta accanto, fino a quando Alabaster in quegli ultimi suoi momenti gli rivela come potrebbe essere impedita l'avanzarsi di una nuova Stagione. Come addirittura possono essere per sempre impedite le Stagioni.
Essun deve terminare ciò che Alabaster stava facendo: riportare indietro la luna in orbita stabile e allineamento magico. A quel punto, le Stagioni cesserebbero di esistere.

Personaggi

Essun, Damaya, Syenite. Ho adorato la scelta di distinguere tre linee temporali con tre personaggi che all'inizio appaiono diversi al lettore quando invece abbiamo capito, ormai in questo secondo volume, che sono la stessa persona in momenti differenti della sua vita. Ora abbiamo soltanto Essun.
Essun che dopo gli avvenimenti del primo romanzo è scappata via, ha convissuto con Jija tenendo nascosta la sua natura da orogena e dal quale ha avuto due figli, Nassun e Uche. Ma Jija scopre l'orogenia di Uche e lo uccide senza pietà. Vorrebbe fare lo stesso per Nassun, ma la vede ancora come la sua bambina, la sua figlia preferita e non è in grado di compiere quel gesto estremo. Per questo parte con lei nella speranza di trovare un posto dove la possano curare. Sì, Jija è convinto che dall'orogenia si può guarire. Ma Nassun incontrerà Schaffa, il Custode che era stato prima di Damaya. E Nassun capisce che non si può essere curati dall'orogenia e che anzi, il suo potere è in procinto di evolversi e di diventare più grande ogni giorno che passa. Dal canto suo Schaffa è un personaggio totalmente cambiato: dopo l'ultimo avvenimento è come se non fosse più lui, come se avesse perso qualcosa e non fosse più degno di andare al Fulcro. Tuttavia, prenderà Nassun sotto la sua custodia e gli sembrerà ancora come avere una piccola Damaya da accudire.
Fa parte della nuova comunità 'la Luna Ritrovata', una comunità che ha appunto l'obiettivo di ricercare la luna per fare in modo che le Stagioni possano finalmente scemare. E il loro compito è quello di allenare i nuovi orogeni. Per questo Schaffa ha portato con sé il giovane Eitz che però farà ben presto i conti con i poteri illimitati, e anche incontrollati, di Nassun.
Nassun è un personaggio che finalmente viene meglio caratterizzato: ci sono alcuni suoi comportamenti che possono non essere capiti. Come quando vede il padre sul corpo del fratellino e invece di odiarlo vuole essere ancora la sua bambina, sente che può amarlo anche dopo quell'uccisione e specialmente vuole che Jija sia fiero di lei. Per questo parte insieme a lui, cercando di dimenticare cosa ha fatto. Anche lei spesso si chiede come è possibile che lo ami ancora, che continui a vederlo come un padre, dopo che ha rinnegato anche sua madre.
Pian piano, nella comunità, Nassun inizierà a cambiare. Comincerà a conoscere il suo potere e a rendersi conto che è molto più brava degli altri bambini, anche se molto spesso le cose non andranno come aveva premeditato. Essun e Nassun hanno molte cose in comune: anche se Nassun pensa di non andare d'accordo con la madre perché è sempre stata troppo severa con lei, tanto che nemmeno ricorda un momento di affetto o di gioia, capisce poi che sua madre le ha impartito quelle lezioni proprio per salvarla. Lei e anche suo fratello che ha invece incontrato il destino da cui Essun cercava di difenderli. Inoltre entrambe hanno problemi con le loro emozioni: anche se Essun, ormai quarantenne, ha imparato a controllarsi e anzi riesce a entrare in contatto con un obelisco, una forte emozione quale può essere il dolore fa fare a entrambe cose terrificanti.
Voglio infine parlare di Alabaster che è sempre stato uno dei miei personaggi preferiti. Anche se vista la sua condizione non ha potuto fare molto mi sono immedesimata nel suo dolore. In quello che ha patito in tutti quegli anni stando anche lontano da Essun. E di come, nonostante tutto, questa coppia mala assortita abbia continuato ad amarsi.

Stile

Lo stile è decisamente interessante e devo anche dire, originale. In ogni capitolo lo stile si adatta al personaggio di cui ha il punto di vista. Se abbiamo quindi il pov di Essun ecco che lo stile cambia, Essun parla spesso a se stessa, si perde in molti pensieri che vanno a riallacciarsi con altri. Ha bisogno di continue conferme, quasi come Nassun. Anche lo stile utilizzato per Nassun è davvero interessante: pure Nassun parla a se stessa e si fa mille domande ma con una differenza. Non c'è nessuno che le conferma quello che sta pensando. Invece con Essun abbiamo questa particolarità. Un'altra voce patteggia per Essun, le ricorda alcuni eventi del passato e addirittura del futuro come a volerla o a incoraggiare o a farla deprimere ancora di più.
Vi consiglio davvero di leggere questo romanzo, non solo perché è originale nella trama ma anche nel modo in cui è scritto. Non vedo l'ora di leggere l'ultimo capitolo e non posso quindi che consigliarvi l'intera saga!


mercoledì 6 maggio 2020

[Segnalazione] 'Mercoledì' di Rebecca Quasi

Esce oggi il nuovo romanzo di Rebecca Quasi, autrice che abbiamo già conosciuto, 'Mercoledì!
Di seguito tutte le informazioni.




Titolo: Mercoledì

Autrice: Rebecca Quasi

Edito da: Self Publishing

Genere: Romance contemporaneo

Data di lancio: 6 maggio 2020







Trama

Prendere una sbandata con i fiocchi per la preside del liceo della propria figlia e avviare una comoda, ma segreta non-relazione a sfondo sessuale, potrebbe rivelarsi un tantino impegnativo, soprattutto se, a causa di un divorzio fuoco e fiamme, non si conosce affatto questa figlia dalla vita sociale pari a zero e vive in una città di provincia. Questo è ciò che accade a Michele Bastiamante, editore di successo, e a Nera Valdraghi, preside di un liceo. La disinvoltura di Michele si scontrerà con il perbenismo di Nera in uno scambio tra il serio e il faceto che ridisegnerà la vita di entrambi


Estratto


La sua accompagnatrice scostò la porta, lui entrò e la prima immagine che ebbe della preside del liceo scientifico “Niccolò Copernico” fu il suo fondoschiena. Il suo magnifico fondoschiena, per essere precisi. La donna era china a novanta gradi in una posizione piuttosto precaria che le consentiva, però, di armeggiare con i fili del computer che pendevano tra il muro e la scrivania.
«Ma porco giuda, Cavalli» imprecò, «si può sapere chi ha incasinato così i fili?»
Michele tossì. Gli sembrò la cosa più elegante da fare per segnalare che non era Cavalli. La donna si tirò su di scatto, rivelando, come seconda immagine, una chioma rossa, lunga e tutt'altro che adatta al ruolo di dirigente scolastico. Perfettamente in pendant con il fondoschiena, però. Infine, girandosi, esibì il viso, un ovale bello e freddo, con due occhi metallici e chiarissimi che mettevano in ombra tutto il resto. Anche il fondoschiena, il che era tutto dire.
«Michele Bastiamante?» domandò. Non sembrava per nulla imbarazzata dall'essere stata sorpresa a imprecare come un carrettiere.
«Sono io.»

 Rebecca Quasi è una signora di mezza età che scrive per hobby.

martedì 5 maggio 2020

[Segnalazione] 'Linea 429' di Salvatore Scalisi

Oggi voglio segnalarvi un altro romanzo di Salvatore Scalisi, Linea 429!
Cosa succederebbe se un gruppo di persone si ritrovassero chiusi in un autobus per via di una violenta tempesta? Ecco qui tutte le informazioni.




Titolo: Linea 429

Autore: Salvatore Scalisi

Edito da: Salvatore Scalisi

Genere: Narrativa

Formato: Cartaceo & digitale

Prezzo: 9.22€ cartaceo, 3.73€ ebook





Trama

Un autobus di una qualsiasi linea urbana, in una città congestionata dal traffico; una qualsiasi giornata, stramaledettamente uguale ad ogni altra.Ma sarà veramente così?Un nubifragio di eccezionale entità, metterà in ginocchio l’intera comunità cittadina. Le strade si trasformeranno in trappole piene d’acqua e di veicoli condannati all’immobilità. Il 429 si riempie, all’inverosimile, ed accoglie sempre più gente che vuole evitare la pioggia e la bufera che si abbatte sulla città. Le lunghe ore di permanenza nella vettura, mettono a nudo le caratteristiche di ciascun utente dell’automezzo che, inevitabilmente, è paralizzato in mezzo ad un traffico bloccato da un evento atmosferico di immani proporzioni.Che succederà all’interno del 429?Il nostro Salvatore Scalisi riesce a disegnare figure espressive di ogni loro peculiarità e, con il consueto gusto per la “suspense”, riesce a regalare, ancora una volta, al lettore, una narrazione piena di pregnante umanità e ricca di colpi di scena. Prof.ssa Maria Carmela Benfatto.


lunedì 4 maggio 2020

La casa editrice 'Immagina Di Essere Altro' continua con le spedizioni!

In un momento di emergenza come questo, sappiamo che molte case editrici si sono ritrovate costrette a fermarsi, a rimandare l'uscita dei loro libri e a bloccare le spedizioni.
La casa editrice Immagina Di Essere Altro, fino alla fine di questa emergenza, continuerà con le spedizioni dei suoi libri, ordinabili da un tramite un canale eccezionale di vendita diretta.
Se vi ricordate, tempo fa vi ho segnalato l'uscita per il 2 aprile dei loro nuovi libri 'Il sangue dei liberi' e 'RevenHunt', entrambi spediti correttamente senza interruzioni.
Considero questa una casa editrice davvero speciale sia con i suoi autori che con i suoi lettori. Li ho conosciuti durante le fiere del fumetto e sono stati sempre cordiali, attenti alle mie richieste e consigliandomi i libri che pensavano sarebbero stati perfetti per me.
Per questo sono davvero contenta nel constatare che la questione non li ha affatti fermati, ma anzi, continuano ad andare avanti, interagendo spesso con il pubblico sia su Facebook che su Instagram.
Vi lascio, per comodità, l'annuncio dove dichiarano aperto il canale per le spedizioni!



Ciao!
Noi siamo I.D.E.A. (Immagina Di Essere Altro) una piccola Casa Editrice romana che ha deciso, su richiesta dei lettori, di affrontare l’emergenza covid con temerarietà. In questi mesi difficili abbiamo continuato a pubblicare per soddisfare la vostra esigenza di evasione e cercheremo di tenere il ritmo nonostante i molti problemi sorti per via di questo momento nero.
È con molto piacere, quindi, che vogliamo parlarvi di voi, sì, proprio di voi.
Dopo aver ricevuto alcune mail dei lettori che insistevano per supportarci, ricambiando così la fiducia e l’affetto dimostrato tramite il nostro lavoro, abbiamo deciso di aprire un canale eccezionale di vendita diretta che rimarrà attivo fino al termine dell’emergenza.
Chi ci conosce sa bene che cerchiamo sempre di mantenere le promesse che vi facciamo e quindi, grazie soprattutto a voi, abbiamo trovato il modo per rendere sicuri gli ordini.

Approfittiamo di questo comunicato per ringraziare di cuore ogni lettore che ha già ordinato presso I.D.E.A. e che ci ha dato modo di proseguire l’attività e invitiamo chi ancora non ci conosce a scoprire il mondo I.D.E.A. tramite i nostri canali social (instagram e facebook).
Se vorrete poi informazioni per le spedizioni dirette potrete recarvi sul nostro sito a questa pagina:

Grazie, grazie e ancora grazie a chi supporta la piccola editoria.
Un saluto e un abbraccio a distanza.
I.D.E.A.


domenica 3 maggio 2020

Recensione: 'La città dei gatti' di Illary Casasanta

Eccoci qui con una nuova recensione!
Oggi vi parlo dell'urban fantasy di Illary Casasanta, 'La città dei gatti'!


Titolo: La città dei gatti

Autrice: Illary Casasanta

Edito da: Self Publishing

Genere: Urban Fantasy

Data di lancio: 31 marzo 2020

Formato: Kindle

Prezzo: 3,99€

Link all'acquisto: qui



Trama

Quando ci addormentiamo, quando sogniamo… anche se non lo sappiamo, andiamo altrove. Ma quando dall'altra parte, c'è qualcosa di sinistro ad aspettarti e a costringerti nelle sue catene, notte dopo notte, allora è il caso di iniziare a preoccuparsi. Lo sa bene Rica, che quando incontra Carlo per la prima volta, vede il suo tormento, il suo “Incubo”…e non si tratta di un Incubo qualunque. Lui è lì, invisibile a tutti tranne che a lei, ma far finta di nulla non rientra nei suoi piani, perché è questo che la sua famiglia fa da generazioni: sono Scacciaincubi, e non si può permettere che una di quelle creature rompa gli argini tra sogno e realtà attraverso il suo malcapitato Sognatore. Dovrà entrare nel sogno di Carlo e attraversare con lui La Città dei Gatti, e questo le darà l’opportunità di affrontare non solo quello che ha sconvolto la vita del ragazzo, ma anche quello che ha stravolto la sua.
«Immagina che il Mondo Dei Sogni sia reale, ok? È un mondo che prende forma grazie a noi che sogniamo. Tutto quello che c’è in quel posto è frutto del sogno di qualcuno. Ci sono cose stupende e meravigliose, e cose terribili e terrificanti»

Parto con il dire che una cosa che ho adorato di questo libro è il fatto che tutto sia concentrato sui sogni. Il mondo onirico mi ha sempre affascinata, quindi quando trovo un romanzo che ne parla e che reinventa un modo tutto suo per vedere il sogno, ecco che già ha conquistato il mio interesse.
Rica De Mattei fa parte di una famiglia di Scacciaincubi, ovvero donne che hanno il potere di vedere l'Incubo che infesta una determinata persona e provare, appunto, a scacciarlo perché altrimenti quello potrebbe varcare il confine e non solo andare nel mondo reale, ma corrodere per sempre la mente del sognatore. Questo è un aspetto che ho apprezzato tantissimo perché l'ho trovato molto originale: certo, nel libro ci viene detto che non tutti i malati di mente sono così per colpa degli Incubi ma ne esiste la possibilità. La persona in questione è intrappolata nel suo Incubo anche durante il giorno e se una Scacciaincubi prova ad entrare nel sogno attraverso uno specchio deve fare molta attenzione. Se infatti l'Incubo con cui ha a che fare è particolarmente ostico, potrebbe rimanere intrappolata nell'incubo per sempre. Ogni Incubo assume la forma di ciò che di più si ha paura, un trauma infantile, un qualsiasi aspetto che ha sconvolto. Può anche andare a riprendere quell'evento tragico la cui mente del sognatore aveva addirittura cancellato. Questo aspetto dell'affrontare gli Incubi, come dicevo, mi è molto piaciuto. Anche il fatto che comunque sia, incubo o non incubo, quello è pur sempre un sogno e quindi si può diventare chiunque si voglia per non farsi individuare.
Come infatti vedremo, i protagonisti decideranno di trasformarsi in un topo e in un gatto, che non sono comunque animali qualsiasi, ma hanno un significato legato alla loro vita. Anche se appunto la mente aveva rimosso quel ricordo. Ecco che invece nei sogni tutto torna a galla.
Un'altra particolarità che ho amato è come il sogno di qualcuno può influenzare chi gli è vicino, tanto da indurlo a sognare lo stesso incubo anche se in realtà a quella persona non appartiene.
L'ho trovato molto interessante e mi è piaciuta come spiegazione. Devo dire che infatti non ci sono elementi 'già visti' e ho trovato  'La città dei gatti' un romanzo davvero originale.
Passiamo ora alla storia: Rica De Mattei ha ereditato questo potere dalla sua famiglia. Ogni donna infatti può diventare una Scacciaincubi e sono contraddistinte da una folta chioma di capelli rossi.
A scuola non riesce a legare con nessuno perché è tormentata dai sogni che riesce a intravedere in ognuno di loro, tanto che è sempre costretta a guardare altrove. Ma c'è un compagno di classe che attira la sua attezione proprio per il tremendo Incubo che si porta sulle spalle, Carlo Balzi. Decide quindi di aiutarlo e oltre a regalargli delle rune che dovrebbero contenere il suo incubo, prova a entrare nel suo mondo dei sogni per riuscire a capire da dove è nato questo incubo e cosa può fare per eliminarlo una volta per tutte. Carlo è infatti ossessionato dal sogno di una città pieni di ratti e lui ne ha sempre avuta la fobia. Ogni volta infatti non riesce ad arrivare fino alla fine del sogno perché si sveglia all'improvviso, ogni giorno sempre più spossato. L'incubo gli sta togliendo le energie e sta per soprassederlo. Rica non può più aspettare.

Personaggi

Rica è una bellissima ragazza dai folti capelli rossi. Una scacciaincubi, proprio come le altre donne della sua famiglia. Ha perso i genitori qualche anno prima, e 'perso' è proprio il termine adatto. Non sono infatti deceduti, ma si sono persi in un incubo che cercavano di controllare. Per questo Rica sa quanto è pericoloso avere a che fare con gli incubi e si è allenata moltissimo con l'aiuto di sua nonna. A scuola tutti pensano che siano una persona introversa o addirittura strana, per via dei pettegolezzi che girano sulla sua famiglia. Carlo non può che rimanere conquistato dalla bellezza di Rica, per questo anche se gli pare strano, accetta l'aiuto che Rica gli offre per scacciare l'incubo che lo tormenta da molto tempo. Chi invece inizialmente sembra molto avverso è Matteo, l'amico di Carlo. Non si lascia incantare dalla bellezza della ragazza e crede che abbia fatto qualcosa al suo amico, dato che Carlo, sempre più influenzato dal suo incubo, sviene, si sente male ed è spossato.
Sarà difficile per Rica spiegargli quanto sta succedendo, ma nonostante le iniziali titubanze, ho notato quanto alla fine Matteo si riveli davvero un buon amico e cerchi di aiutare Carlo. All'inizio infatti ammetto che mi stava un poco antipatico e pensavo che avrebbe messo molto spesso i bastoni fra le ruote a Rica. Rica nel frattempo cerca come può di farsi aiutare dalla sua famiglia, anche da Erika, quella ragazza che odia così tanto e che quando era piccola gliene ha fatte passare di tutti i colori.
Nonostante l'odio che prova nei confronti di Erika e sapendo che mai dimenticherà quello che le ha fatto passare, accetta il suo aiuto e piano piano le due iniziano ad avvicinarsi. Rica capirà che Erika è cambiata e che può davvero essere la persona perfetta e adatta per aiutarla contro quell'Incubo che gli è diventato difficile da controllare. La storia di Carlo mi è molto piaciuta anche perché è stata strutturata sotto ogni minimo dettaglio: ha una mamma malata che ha deciso di non andare più a visitare perché proprio non riesce ad affrontare quello che le è successo, il particolare del peluche del gatto che sua mamma accarezza, la fobia dei topi che ha Carlo... Una fobia che viene rispecchiata anche nei suoi incubi dove si ritrova in una città popolata unicamente da grossi ratti. Che fine hanno fatto i gatti? Perché sono stati scacciati e i ratti la fanno da padroni? Rica proverà a fargli sconfiggere questa fobia in modo graduale: anche perché è l'unico modo che ha per affrontare l'incubo senza farsi prendere dal panico e senza quindi arrivare alla fine. Per questo Rica gli fa accudire un piccolo topolino, nella speranza che, con il passare del tempo, riesca a superare la sua paura.
Vorrei spendere qualche parola in più in merito alla mamma di Carlo e ai genitori di Rica, ma sarebbe spoiler. Quindi, nella speranza che vi abbia incuriositi abbastanza, toccherà voi a conoscerli!

Stile

Questo è uno stile fresco, scivola benissimo e non ho mai dovuto rileggere una pagina una seconda volta. Le scene sono molto chiare e il testo è pieno di dialoghi, cosa che apprezzo sempre tantissimo. Il linguaggio nei dialoghi è molto informale, tipico dei ragazzini quali sono Rica e Carlo e quindi funzionale al testo. L'unica cosa che mi sento di consigliare è di fare un altro giro di bozze dato che ho trovato alcuni errori grammaticali, anche se pochi.
Detto questo trovo che sia un urban fantasy davvero originale e che saprà come attirare la vostra attenzione.


sabato 2 maggio 2020

Recensione: 'Chi ha ucciso Euridice?' di Vincenzo Tagliaferri

L'altro giorno vi ho parlato qui sul blog del canale Youtube di Vincenzo Tagliaferri e della possibilità che dà a voi scrittori di dedicarvi un video in cui leggerà un estratto del vostro romanzo.
Oggi voglio invece parlarvi del suo poema, 'Chi ha ucciso Euridice?'.

Titolo: Chi ha ucciso Euridice? Il mito di Orfeo e Euridice

Autore: Vincenzo Tagliaferri

Genere: Poema, mitologia

Edito da: LFA Publisher

Formato: Cartaceo & digitale

 Prezzo: Variabile a seconda del sito tra i 15,00€ e 10,90€ per il cartaceo. Ebook a 1,99€


Pagine: 174

Link all'acquisto: Libroco, Amazon, Ibs

Email dell'autore: Disponibile a una dedica tagliaferriv@gmail.com

Trama

 Una delle storie d'amore più struggenti di sempre raccontata in rima. Orfeo, il mitico cantore che incantava qualsiasi cosa o creatura con la potenza della sua musica, sfiderà con essa il regno dei morti "infettandolo di vita". Tutto ciò per riportare alla luce la sua amata Euridice, morta per il morso di un serpente. Un viaggio dunque nell'ignoto che sfocerà nelle proprie emozioni e nelle proprie paure. Non si sarebbe dovuto voltare durante la risalita alla vita, non avrebbe dovuto guardare Euridice in volto se non dopo esser giunti in superficie; almeno questi erano i patti con Ade, il signore delle tenebre... Ma poi cosa accadde? Perché ti voltasti, oh prode Orfeo? Perché "gettasti nel passato il tuo amor"?

Inizio con il dire che questa non sarà una recensione 'normale' in quanto 'Chi ha ucciso Euridice?' non si presenta in forma di romanzo, bensì di poema. Questa è la prima volta che vi parlo di un testo del genere e sono rimasta impressionata per il lavoro fatto, perché è vero che tutti quanti conosciamo il mito di Orfeo e Euridice, ma trovo che sia molto difficile riadattarlo in versi, cercando anche di usare termini che si accostano al mito e che non risultano moderni.
Quello che infatti ho notato è come non si è cercato di riadattarlo ai giorni nostri, ma l'autore ha conservato la bellezza dei poemi di un tempo, prestando attenzione a quale terminologia usare per farci come tornare indietro nel tempo e rievocare la storia dei due sfortunati amanti.
Vincenzo è un musicista e lo è anche mentre scrive: non potevo aspettarmi diversamente vista la musicalità del testo, di come scorrono le parole che sono infatti riadattabili perfettamente a quella che potrebbe essere una canzone. D'altronde, come vi dicevo l'altro giorno, Vincenzo nel suo canale Youtube 'Il regno di Orfeo' accompagna la lettura del testo con una musica in sottofondo. E la lettura diventa una vera e propria interpretazione. Mentre leggevo questo poema mi sembrava infatti di essere immersa in un mondo onirico.

Mi perdoneranno i più esperti se non saprò approfondire meglio come l'autore ha deciso di strutturare il poema. Nella maggior parte del testo abbiamo un utilizzo della rima alternata, quindi in ABAB.
Ammetto che è sempre stata la scelta metrica che preferisco e che allo stesso tempo trovo anche difficile da usare, nonostante possa sembrare il contrario. Non posso anche non menzionare le splendide illustrazioni che troviamo durante la lettura. Ci accompagnano sin dall'inizio e le ho trovate non solo adatte, ma anche evocative. Posso quindi affermare che questo è un testo che combina più arti: non solo quella delle parole in rima, ma anche la letturatura, il mito, la musica e l'arte.
Un gioiellino che non se ne lascia scappare una. Ma ora parliamo di Orfeo e Euridice.
Tutti li conosciamo, almeno una volta nella vita abbiamo letto la loro storia.
E l'autore l'ha riscritta in versi, aggiungendo anche delle note a pié di pagina molto interessanti e che spiegano a cosa la scena in questione sta alludendo. Trovo che sia una scelta assolutamente necessaria, non solo perché le note in un poema sono imprenscindibili e danno un tocco professionale, ma anche perché se fossero state spiegate nello stesso testo, questo avrebbe perso il tocco musicale e sarebbe caduto nel tell, che per quanto avrebbe potuto ugualmente incuriosire avrebbe certamente interrotto il lettore e rovinato la lettura.

Orfeo, innamorato della bella Euridice, si strugge quando la sua amata muore a causa del morso di un serpente dopo esser scappata da un uomo che la voleva per sé. Il matrimonio che si sarebbe dovuto celebrare tra i due amanti ha il finale più nefasto. Orfeo però, non si dà per vinto. E decide di sfidare chiunque, anche di andare da Ade in persona per riavere di nuovo con sé Euridice.
Inizialmente però, non pensa a una eventualità del genere. Non pensa di poter davvero scendere in quell'oltretomba per cercarla. Ma preso così tanto dal dolore vorrebbe solo dimenticarla.
Prova così a richedere l'aiuto di Ipno, colui che gli appare come il più benevolo. Ma Ipno non può aiutarlo: lui non fa dimenticare, fa addormentare. E gli spiega come quindi nei sogni sarebbe ancora tormentato dal ricordo della sua amata, in una eternità senza fine. Per questo alla fine Orfeo prende coraggio e scende negli inferi. Un camminio che a qualsiasi mortale è vietato.
Nonostante infatti per chiunque sarebbe impossibile procedere oltre perché troverebbe prima Caronte e poi Cerbero, Orfeo riesce ad ammansirli grazie alla sua musica. Una musica così celestiale e melodiosa da rischiarare un posto oscuro come quello. Per un momento, infatti, tutti sembrano placarsi e non esiste altro che il dolce suono di Orfeo, talmente illiadiaco che riesce a ottenere il permesso di andare avanti perché è riuscito a portare della luce dove c'era l'ombra più densa.
Orfeo sopraggiunge quindi davanti l'ingresso che lo porterà da Ade e Persefone.
Uno dei momenti che ho preferito.
Come infatti l'autore spiega, la bellezza non si attiene semplicemente a qualcosa di fisico o 'bello da vedere'. La vera bellezza è l'impatto, ovvero ciò che riesce a suscitare un'emozione forte, come può essere lo sgomento che Orfeo prova quando si trova all'ingresso che lo condurrà da Ade.
La vera arte è infatti quella che ci provoca una reazione, e non per forza questa deve essere bella. Come in questo caso, infatti, Orfeo è basito di fronte a un posto che gli appare così terrificante. E allo stesso tempo ne viene attratto. L'autore, infatti, ci fa il giusto esempio di Edmund Burke e il suo 'delightful horror', quell'orrore che affascina. Non posso che essere più d'accordo: ho sempre avuto anche io lo stesso concetto dell'arte in generale. Arte è qualunque cosa che ci smuove, sia in negativo che in positivo. L'importante è che ci rimanga impressa.

Anche nel finale, i versi sono struggenti. Ci viene mostrata molto bena la fine del povero Orfeo e della perdita della sua amata driade. E lo stesso Orfeo si rende conto, quando ormai l'ha persa per sempre, che comunque fosse andata quella non sarebbe più stata la sua Euridice. Lei era ormai parte di un mondo che non gli apparteneva, che l'aveva cambiata radicalmente.
Anche se ci fosse riuscito, non avrebbe stretto a sé la stessa donna che aveva stretto solo qualche giorno prima. Una presa di coscienza drammatica, ma inevitabile.

Per concludere, se amate l'arte e specialmente se adorate questo mito, questo è un poema che non può di certo sfuggirvi. L'autore si è inoltre impegnato a spiegare nelle note anche altri miti che menziona. L'ho trovata quindi un'opera completa che può essere letta anche da chi non ha mai avuto alcun approccio alla mitologia greca.