Recensioni, letteratura, consigli di scrittura

Cerca nel blog

lunedì 16 dicembre 2019

[Segnalazione] 'Non scegliermi: nulla è come sembra' di Nataša Ursic

Oggi vi segnalo questo romanzo di Nataša Ursic 'Non scegliermi: nulla è come sembra'!


Titolo: Non scegliermi: nulla è come sembra

Autrice: Nataša Ursic

Edito da: Self publishing

Serie: The unloved, cap. 1

Genere: Romance

Formato: Cartaceo (brossura), digitale

Prezzo: 14.00€ cartaceo, 1.99€ digitale

Pagine: 513



Trama

Danielle, a causa di un forte trauma, perde la memoria. Grazie ad alcuni ricordi che le tornano in mente all'improvviso e nelle situazioni più disparate, inizia a capire chi è e ciò che le è successo, scoprendo che non è andata come le hanno fatto credere.
Nel suo percorso incontrerà Richard con cui avrà un rapporto complesso di amore e odio, amicizia e antipatia, attrazione e... disgusto, che inconsapevolmente la aiuterà a scoprire la verità sul suo passato. Trasferitasi a Orlando per seguire il fratello, Danielle conoscerà Nick che rappresenterà, per lei, un'occasione di rinascita totale. Almeno fino a che Richard non andrà a farle visita.

Chi sceglierà Danielle?
Il Clan c'entra qualcosa in tutto questo?
Ma, soprattutto, le permetterà di scegliere?



La scrittrice goriziana Nataša Ursic presenta “Non scegliermi – nulla è  come sembra”, il primo capitolo della serie “The unloved”, un  appassionante romance new adult ma anche un avvincente noir. Danielle,  la protagonista di questa complicata vicenda, dovrà fare ricorso a tutte  le sue forze per venire a capo di un mistero che riguarda la sua vita e  soprattutto i suoi ricordi. Una storia ricca di tensione e di segreti  inconfessabili, un intrigante viaggio alla ricerca della verità e del  vero amore.

«Non riesco a reagire visto che il mio cervello mi dice di correre da  lei, il mio cuore mi consiglia di scappare via e il mio corpo, come  sempre, non sa a chi dare retta. Il mio respiro accelera ma cerco di non  farlo vedere […]».

L'ufficio stampa 'Il Taccuino' dice del romanzo:

Non scegliermi – nulla è come sembra di Nataša Ursic è il volume  d’esordio di una serie che appare sin dalle prime pagine estremamente  interessante. Pagine che disorientano, perché l’autrice decide di  ammantare la storia di un fitto alone di mistero. In questo primo  capitolo si cerca come in un puzzle di rimettere insieme i pezzi del  presente e soprattutto del passato della protagonista femminile,  Danielle Dream Brown, di cui si scopre la storia poco alla volta,  lasciando buchi nella mente del lettore perché è lo stesso personaggio  ad aver perso la memoria. Danielle è una figura sfuggente per la quale  non è semplice provare empatia, ma d’altro canto è un personaggio che
stuzzica l’interesse, che si vuole seguire nella vicenda per poter  comprendere più a fondo la sua storia travagliata, i suoi ricordi  frammentati e i suoi comportamenti spesso ambigui. All’inizio si viene a  conoscenza del fatto che è stata vittima di violenza, ma che ha anche  tentato il suicidio; tutto è annebbiato, confuso, e sembra che anche il  protagonista maschile della storia, Richard, soffra dello stesso  disturbo della memoria. A intricare la trama vi è la presenza di un Clan  mafioso, capeggiato dal padre di Danielle, che ha tentacoli che arrivano  fino all’ambiente teoricamente sicuro della scuola della ragazza.  Diversi personaggi si avvicendano nella narrazione con i loro punti di
vista complicando una storia/rebus che presenta al suo interno anche  diversi flashback che suggeriscono risposte – poche – alle troppe  domande rimaste in sospeso. Nell’alternarsi dei punti di vista l’autrice  costruisce pezzo per pezzo una storia che avrà sicuramente modo di  sorprendere nei successivi volumi; una vicenda che tiene incollati alle  pagine, e che permette al lettore di riflettere e ipotizzare senza farlo  mai annoiare. Un libro che trasmette un sottile senso di inquietudine,
scritto con uno stile scorrevole e abitato da personaggi che, come dal  titolo del romanzo, non sono quello che sembrano.

Nataša Ursic (Gorizia, 1986) pubblica nel 2015 il primo  volume della trilogia rosa/noir “Non Scegliermi” sulla piattaforma  Wattpad. Nel 2017 prende la decisione di approdare su Amazon dove è  presente la trilogia completa. Nel 2019 ha fatto tradurre il primo  volume in lingua inglese. Ha preso parte al primo Festival del Romance  Italiano a Milano.

venerdì 13 dicembre 2019

Recensione: 'La profezia del Mezzosangue' di Roberto Donini

Siamo arrivati all'ultimo libro della trilogia de 'Le cronache di Aron'! Oggi vi parlerò quindi dell'ultimo romanzo di Roberto Donini, 'La profezia del Mezzosangue'. Se vi siete persi le altre recensioni potete recuperarle cliccando qui per la prima e qui per la seconda!


 Titolo: La profezia del Mezzosangue

Autore: Roberto Donini

Edito da: Streetlib

Genere: Fantasy

Formato: Digitale

Prezzo: 2,99€ su Kindle

Data di lancio: 5 settembre 2019

Pagine: 136




Trama

Sono passati diversi anni dal tradimento di Aron, che ha pagato la propria scelta con l'esilio a vita, lontano dalla propria famiglia. Kros e Kyra, sulle tracce di una misteriosa tavoletta, si imbattono in una creatura dal potere oscuro e aldilà di ogni immaginazione. Le strade dei guerrieri si incroceranno di nuovo, per l'ultima volta, e gli eventi li porteranno a compiere definitivamente il loro destino, in un mondo che vedrà spezzarsi i propri equilibri...

Eccoci quindi all'ultimo volume di questa trilogia fantasy. La cosa che mi è piaciuta di questi libri è che si avverte proprio un miglioramento dello stile di libro in libro, e non solo. Anche la storia diventa sempre più interessante e devo ammettere che non è mai banale. Ogni volta che mi sono figurata un modo in cui sarebbe potuta andare a finire, il romanzo mi ha sorpresa regalandomi un finale diverso da quello che mi ero prospettato. E proprio come avevo detto per il secondo volume, le cose si sono svolte non sempre positivamente per i protagonisti ma è anche giusto così, dato che rende molto più realistica la storia, ci fa provare più emozioni e ci tiene con l'ansia fino alle ultime pagine. Avevamo lasciato Aron in esilio, dovutosi allontanare sotto ordine di re Oder e del Signore dei Draghi. E così è stato: non ha mai più rivisto sua moglie Misha, non sa nemmeno che aspetto abbia suo figlio, se sia un maschio o una femmina. Ha rispettato la punizione che gli è stata imposta per aver preso Eclissi e ora fa il ronin, il cane sciolto, che si vende al miglior offerente. Tutte le sere, una volta finito di combattere va a bere qualcosa nella locanda di Alya, una giovane e bella ragazza che si è infatuata di lui. Per quanto anche Aron sente di ricambiarla perché è l'unica che lo fa sentire ancora vivo, non riesce a provare lo stesso dato che ancora pensa a sua moglie Misha. Kros e Kyra invece sono alla ricerca di una tavoletta mentre una profezia grava sulle spalle di Kros, proprio in un momento che per lui dovrebbe essere felice dato che Kyra aspetta suo figlio. In questa nuova avventura, Aron e Kros si ricontreranno e Aron tornerà finalmente a casa, dove scoprirà che i rapporti con i draghi si sono logorati e sono arrabbiati in quanto hanno scoperto che stanno scavando una galleria per raggiungere dove è sepolta Eclissi. Il re Oder che viene incolpato non ne sa nulla, ma allo stesso tempo non vuole permettere ai draghi di ottenere il predominio di quella zona che a loro non appartiene. La guerra sembra essere ormai sul punto di scatenarsi. Un nuovo nemico appare, ed è talmente potente che solo un estremo sacrificio potrebbe sconfiggerlo, un sacrificio che però deve essere portato a termine innalzando due spade leggendarie.

Personaggi

Se nello scorso volume il protagonista era certamente Kros, ora ritroviamo Aron come personaggio principale, nulla togliere a Kros che avrà comunque il suo ruolo decisivo nel romanzo. Come abbiamo appreso dallo scorso volume, Aron è in esilio e adesso combatte per il miglior offerente facendo il ronin. Di questa parte ho apprezzato praticamente tutto: il fatto che vengono menzionate e utilizzate armi giapponesi -che adoro, quindi mi è molto piaciuto- e la scena successiva con Alya. Anche se comunque avrei sempre 'tifato' per Misha dato che è sua moglie, la parte di Alya mi ha colpito tantissimo, facendomi proprio stare male. L'ho trovata delicata, per nulla assurda o esagerata, e ho visto in quell'estremo gesto una finezza che non vedo spesso in scene come queste. Aron è ancora innamorato di Misha, ma non può fare a meno di pensare a Alya, quella ragazza così giovane e bella che si è infatuata di lui e che cerca di farglielo capire in ogni modo. Per lui ha significato molto: in una vita che stava ormai conducendo senza alcun obiettivo, lei con i suoi sorrisi gliela rischiarava almeno un po'. E il suo gesto è stato fondamentale per la salvezza dello stesso Aron: la scena dove loro due sono in mezzo alla neve è molto toccante e per nulla sdolcinata. Direi che ha un equilibrio perfetto e l'ho riletta due volta, non perché non l'avessi capita, ma perché mi stava piacendo troppo. Per questo annovero Alya tra i personaggi che più mi sono piaciuti.
Ho trovato anche incredibilmente dolce Emyr, un bambino di pochi anni che è comunque obbediente a sua madre ma che naturalmente ogni tanto si lascia distrarre da ciò che vede intorno, come tutti i bambini. Le scene tra lui e Aron le ho trovate molto belle: Aron vorrebbe tanto dirgli chi è, ma è come se ancora non fosse arrivato il momento o non ci riuscisse. Emyr vorrebbe tanto avere un padre, vede che gli altri bambini lo hanno e quindi si sente diverso. Misha ha cercato come poteva di non farlo sentire così, standogli accanto il più possibile e regandogli dei giocattoli. Aron cercherà quindi di approcciarsi a lui con molta cautela, il che l'ho in effetti trovato un ottimo modo per non fargli venire alcuno shock. Kyra è un personaggio che si è dimostrato sempre combattivo, anche in un momento in cui dovrebbe essere al riposo dato che è incinta. Ma combatte insieme a Kros, fa di tutto per aiutare ed è tormentata da degli incubi che hanno come protagonista Abadir, il suo fratellastro. E il nemico di questo romanzo sarà proprio lui che si presenta però come il salvatore che ha intenzione di portare una pace in un mondo che sarà privo di demoni e draghi, ma dove ci saranno solo creature libere. Peccato che, nonostante questo possa anche essere un bel quadretto, Abadir ne sarebbe il tiranno. Per poter fermare un potere così forte, Aron e Kros, da nemici che erano, dovranno unire le forze, innalzare le loro spade e combattere insieme. E questo è stato per me un degno finale, con tutto quello che accadrà dopo.

Stile

Anche questa volta ho trovato lo stile molto pulito e semplice. Ogni scena va dritta al punto, quindi non ci ritroveremo mai a leggere capitoli dove non succede niente o che possono annoiare. Sempre molti i dialoghi, cosa che naturalmente apprezzo, e sempre con il suo stile unico che come vi ho detto anche nelle precedenti recensioni non si fa fatica a leggere. Ho trovato pochissimi errori, molti di meno rispetto agli altri libri, per questo considero ogni romanzo un salto di qualità che fa l'autore. Che dirvi quindi, se non di leggere questa trilogia fantasy!

mercoledì 11 dicembre 2019

Recensione: 'Dark and Light - Amore impossibile' di Sabrina Pennacchio

Oggi è il giorno della mia tappa per il romanzo di Sabrina Pennacchio 'Dark and Light - Amore impossibile' uscito ieri in cartaceo e di cui vi avevo già portato la segnalazione!


Titolo: Dark and Light- Amore impossibile

Autrice: Sabrina Pennacchio

Edito da: Self Publishing

Genere: Urban Fantasy

Pagine: 210

Prezzo: 2,99€ ebook, 11,99€ cartaceo

Data di uscita: 10 dicembre 2019

In prevendita dal: 30 novembre 2019

Booktrailer: qui

Trama


Un'isola ricoperta costantemente da una strana nebbia grigia e fitta, un nuovo college e un incontro inaspettato in aeroporto... Isabel non poteva aspettarsi un nuovo inizio più incasinato, eccitante e oscuro di così. Dopo la morte del padre, sopraggiunta all'improvviso, lei e la madre si trasferiscono a Shadow City, dove ogni cosa che non è mai come appare realmente. Dietro la fitta nebbia si nascondono creature misteriose e, nonostante Isabel sia innamorata di tutto ciò che è fantasy, non avrebbe mai il coraggio, nemmeno nei suoi sogni più audaci, di immaginare quello in cui si sta lanciando: una faida familiare, un ragazzo su cui girano strane voci e il suo cuore, pronto a guarire, graffiato, lapidato e oscurato dalla tenda del terrore.

Eccoci qui per questa recensione! Come vi avevo già spiegato nella segnalazione ho avuto l'opportunità di leggere in anteprima questo romanzo, e per questo ringrazio l'autrice, anche per poter editarlo. Trovo che Sabrina non abbia problemi di stile, è stata una lettura scorrevole e piacevole. Questa è una storia che l'autrice ha iniziato a scrivere quando avevo 14 anni e che con il passare del tempo, accorgendosi che stava piacendo sul sito dove aveva cominciato a postarla, l'ha fatta diventare una trilogia. Io già non vedo l'ora di leggere i prossimi romanzi e immagino l'emozione di veder pubblicato qualcosa su cui si è lavorato per così tanti anni! Appunto per questo, il romanzo è stato completamente riscritto: è naturale, dato che con il passare degli anni, tutti noi abbiamo un cambiamento di stile. Quindi, anche per chi avesse già dovuto leggere questa storia tempo fa, vi posso assicurare che lo stile è cambiato, perfezionato. Una storia nuova ma che ha mantenuto la stessa trama! Ma qual è appunto, la trama?
Isabel McKansy ha subito una grave perdita: suo padre è morto e sua madre Monique, ha deciso di trasferirsi da New York con lei per iniziare una nuova vita a Shadow City, una cittadina composta da un numero ristretto di persone e da cui sembrerebbe non esserci futuro né possibilità lavorative. Tanto che infatti tutti i ragazzi, una volta diplomati, lasciano la città per costruirsi seriamente una vita.
Per questo Isabel non è affatto contenta di essersi trasferita lì: non solo perché è una città minuscola ma anche perché è sempre nuvolosa, il sole non si vede quasi mai, e dovrà stringere delle nuove amicizie e non è sicura di riuscirci. Appena arriva in aeroporto, si scontra con un ragazzo che le fa cadere la borsa piena dei suoi libri fantasy. Il ragazzo, che sembrava aiutarla nel rimettere a posto le sue cose gettate a terra, vedendo quei libri si mette a ridere e lei si sente denigrata. Scoprirà successivamente che si tratta di Alex Logan, un ragazzo bello e affascinante, ma su cui circolano delle strani voci tanto che nessuno si fida di frequentarlo...

Personaggi

Isabel è una giovane liceale che sta soffrendo ancora per la morte di suo padre. Ora che si è trasferita a Shadow City è giù di morale, la città non le piace e non sa come farsi nuovi amici. E' appassionata di fantasy tanto che legge molti libri di questo genere, così come le piace andare al cinema. Per questo ci è rimasta male quando Alex la prende in giro per i suoi gusti. Quello che non sa, è la vera motivazione di quella presunta presa in giro. Appena arrivata al liceo, in realtà Isabel è abbastanza fortunata dato che riesce a stringere amicizia con Rose Anderson e Phoebe Smith, due ragazze che si offrono subito di pranzare con lei. Tra l'altro con Rose condivide anche la passione per il fantasy mentre Phoebe preferisce guardare i film piuttosto che leggere i libri, quindi in linea di massima riesce a sentirsi presto a suo agio in quella nuova compagnia in cui conosce anche Jake Raynard, Max Ford e Mark Evans. Max è un ragazzo che cattura quasi subito l'attenzione di Isabel: è un atleta e gioca a basket e ogni tanto va a vederlo giocare una partita. Sembra molto sulle sue, come un lupo solitario e specialmente odia sentire nominare Alex, come se tra i due non corresse buon sangue per un motivo che non sa spiegarsi. Max è un bel ragazzo ed è spesso circondato da donne, ma nessuna sembra davvero interessargli: è umile, molto discreto e certamente un buon amico. Per questo Isabel rimane spiazzata quando decide di invitarla a uscire con lui. Lei rimane un po' scombussolata perché ha paura che Max, con quell'uscita, possa voler altro. Il problema è in realtà suo: Max è decisamente un ottimo ragazzo eppure lei, anche se ammette a se stessa che un po' le piace, non riesce a dimenticare Alex Logan. Anche se Alex infatti non si è presentato nel migliore dei modi non riesce a smettere di pensare a lui. Neanche quando le sue nuove amiche la mettono in guardia su strani pettegolezzi che girano intorno al ragazzo: alcune ragazze negli anni passati sono scomparse dopo che lo hanno frequentato. In molti pensano che sia stato lui a ucciderle, e altrettanto sicuro lo è Max ma non può incastrarlo dato che non ci sono le prove necessarie.
Nonostante ciò, Isabel vuole continuare a vederlo: è come se non potesse più respirare senza di lui, senza quel suo sorrisetto sprezzante e le sue battutine. Isabel vede in Alex quello che tutti gli altri non vedono: sente che ha un disperato bisogno di aiuto, qualcuno che lo ami e che lo faccia accettare per quello che è, perché sembrerebbe proprio che più passa del tempo con Isabel più lui stia cercando di cambiare per essere adatto a lei. Ma qual è il segreto che Alex nasconde? La ragazza lo scoprirà quando un giorno, invece di andare a scuola con la macchina, passa per un prato dove vede Alex con una ragazza... e ha tutta l'intenzione di farle del male. Ora che l'ha scoperto Isabel si sente in pericolo. Già aveva cominciato a sentire delle voci nella sua testa, sussurri che riconduceva ad Alex, come se la stesse spiando in ogni momento, e ora non ha più dubbi. Alex è una creatura pericolosa, nemica di Max che invece appartiene alla 'specie' opposta. Una lotta tra licantropi e vampiri di cui presto Isabel si ritroverà nel mezzo, come se tutto ciò di cui le ha sempre letto e sognato si stesse avverando. Le cose si complicheranno quando arriverà Leon, un ragazzo che somiglia in modo incredibile ad Alex è che sarà il nuovo insegnante. Ben presto Leon trasformerà la sua vita in un puro inferno perché la comanderà con il pensiero: in un modo talmente potente che Isabel, anche se prova, non riuscirà a contrastare. Le cose sia con Alex che con Max diventeranno più difficili perché nessuno di loro immagina che sia controllata mentalmente. Isabel però resta una ragazza davvero coraggiosa: anche quando cerca di scappare, con tutti i pericoli che ne conseguono e che potrebbero mettere a rischio la sua vita, lei lo fa, costi quel costi. Ho apprezzato in particolare la scena dove lei si getta dal palazzo, sperando di attaccarsi ai rami degli alberi. In un momento così drammatico e carico di tensione, il suo è stato un atto decidamente audace. Anche con Alex lei è molto testarda: è come se volesse trovare una spiegazione a tutto ciò che ha fatto, o comunque è desiderosa di cambiarlo, di capirlo, di renderlo una persona migliore anziché scappare e uscire per sempre dalla sua vita, esattamente come Alex vorrebbe.
Leon sembrerebbe essere quindi l'antagonista della situazione. Ce l'ha a morte con Alex e vuole distruggere Isabel per farlo disperare. Ma perché, però? Beh, quando veniamo a conoscerne il motivo, empatizziamo con Leon, o almeno è quello che ho provato io. Ho capito le motivazioni di Leon che in molti, anche se barbare, potrebbero condividere. Leon dovrebbe imparare ad andare avanti, a farsi una vita, ma chi non reagirebbe male vedendo chi è stato la causa di tutto il tuo male, essere invece felice -almeno da quello che appare?

Stile

L'autrice ha un bello stile, chiaro e lineare. L'unica cosa su cui ho messo mano nell'editing è quella di accorciare alcune frasi, quindi non sono stata affatto invasiva. Leggerete esattamente quello che è il suo stile, il suo modo di approcciarsi ai personaggi e vivere una scena d'azione. 
Ci sono molti dialoghi, cosa che naturalmente apprezzo sempre, e momenti di tensione. Per tutto il romanzo stai sempre con l'ansia -detto in modo positivo- per sapere cosa succederà dopo, come riuscirà Isabel a farsi valere, se una storia con Alex sia possibile o alla fine deciderà di stare con Max, che sembra essere il ragazzo più degno di fiducia. Il finale mi è piaciuto tantissimo, e sono curiosa di sapere come proseguerà quest'avventura!
Per tutto questo, non posso fare altro che consigliarvi questo romanzo. 

 

martedì 10 dicembre 2019

Recensione: 'Lo sguardo lento delle cose mute' di Patrick Rothfuss

Oggi è il giorno del mio Review Party per questa novella di Patrick Rothfuss, 'Lo sguardo lento delle cose mute'. Sono felicissima di aver avuto l'opportunità di recensirlo dato che io amo da morire lo stile di questo autore, di come riesce a inventare un genere tutto suo.
Ma passiamo ora alla recensione!

Titolo: Lo sguardo lento delle cose mute

Titolo originale: The slow regard of Silent Things

Autore: Patrick Rothfuss

Genere: Fantasy

Edito da: Mondadori

Data di uscita: 12 novembre 2019

Pagine: 144

Formato: Cartaceo (copertina rigida) & digitale

Prezzo: 16,15€ cartaceo, 9,99€ digitale


Trama

Sotto l'Università c'è un posto oscuro, che solo poche persone conoscono; una rete spezzata di antichi passaggi e stanze abbandonate. Lì vive una giovane donna, nascosta tra i tunnel tentacolari, al centro di questo luogo dimenticato. Il suo nome è Auri, ed è piena di misteri.
Lo sguardo lento delle cose mute è un breve e agrodolce scorcio sulla vita di Auri, una storia che, giocosa e inquietante al tempo stesso, offre al lettore la possibilità di guardare il mondo attraverso gli occhi della sua protagonista e di imparare cose che solo Auri conosce.
In questo libro ricco di segreti e di misteri, Patrick Rothfuss ci conduce nel mondo di uno dei personaggi più enigmatici de Le cronache dell'assassino del re e si collega alle vicende narrate nel secondo volume delle Cronache.

Ho amato Patrick Rothfuss per la sua saga 'Le Cronache dell'Assassino del re' di cui è già uscito Il nome del vento e La paura del saggio e nel 2020 è prevista l'uscita dell'ultimo e terzo volume.
Questa novella è legata a questi due romanzi, quindi consiglierei di leggerla soltanto se avete già questi primi due libri. Se devo essere sincera, penso che possa essere apprezzata ugualmente anche da chi non li ha letti, ma continuo a consigliarlo perché potreste rimanere un po' spiazzati.
Perché dico questo? Perché Patrick Rothfuss è una mente assolutamente geniale e originale. La novella è un fantasy ma lui comunque si discosta dal genere per certe regole e inventa uno stile tutto suo, talmente unico che quindi potreste rimanere un po' disorientati se comincerete da questa novella.
Vi posso però assicurare che ne vale assolutamente la pena: penso che le sue opere siano spettacolari, tra le migliori storie che potrete leggere. Infatti anche questa mia recensione sarà un po' diversa, per restare come dietro ai ritmi di Patrick.
Il personaggio principale è solo uno, ed è Auri, una ragazza che già conosciamo e che frequenta l'Accademia insieme a Kvothe. Questo però, non è un racconto che si va a ricollegare con le gesta del nostro protagonista, anzi, lui non compare mai. La protagonista indiscussa è infatti solo Auri.

Patrick Rothfuss ha ammesso che ha avuto diversi ripensamenti durante la stesura di questa opera, che non sapeva sarebbe piaciuta o no. E quando ha trovato la conferma dal suo agente e dalla sua editor che la novella era stata apprezzata e di conseguenza pubblicata, ha continuato a essere incerto sul fatto che fosse o no acclamata dal pubblico vista la sua particolarità.
Mi piace ciò che ha sottolineato: se proprio questa novella non vi è piaciuta a fine lettura, allora significa che non era per voi. E che c'è un'altra storia che vi attende.
Sono d'accordo: 'Lo sguardo lento delle cose mute' non è per tutti, ma per chi ha ormai compreso lo stile dell'autore, come ricerca i dettagli, come fa attenzione alle minime cose, esattamente come Auri.
Che cosa sappiamo di lei?
Auri, e questo lo sappiamo da 'Le Cronache dell'Assassino del Re', è una ragazza delicata, strana a prima vista ma molto intelligente. Di certo è però una ragazza che ha subito delle violenze dato che a volte è mentalmente instabile, e ha superato ciò che le è accaduto a modo suo.
Ha un'ossessione: lei vuole che ogni cosa sia sempre al posto giusto e dà un nome non solo a qualsiasi oggetto ma anche a qualsiasi stanza. Frequenta l'Accademia insieme a Kvothe, e vive in un posto chiamato Sottovia, un posto pericoloso, fatto di gallerie ognuna delle quali porta a una nuova stanza piena di oggetti che Auri raccoglie. Come potete quindi immaginare, tutte le stanze hanno un nome, che rappresentano a pieno ciò che esse contengono.
Dando un nome a qualsiasi oggetto o posto Auri li rende in qualche modo speciali e con uno scopo: per la ragazza è infatti impensabile che qualcosa possa essere messo in disordine, tutto ha un posto preciso e lì deve rimanere. Quando infatti è agitata o pensierosa è perché ha appena visto che un qualcosa non è come dovrebbe essere e lei deve riportarlo nel suo stato originale.

Per tutta la breve novella Auri è alla ricerca di un regalo per un lui, un ragazzo che la verrà presto a trovare: è emozionata e quindi vuole che questo regalo non solo sia perfetto ma che sia anche adatto alla persona che lo riceverà. Non ci viene detto chi sia il ragazzo che Auri così tanto aspetta ma l'ultima parte, dove Auri sente una dolce melodia, mi fa pensare che sia certamente Kvothe dato che comunque anche negli altri due libri la va spesso a trovare nel Sottovia e quasi ogni volta che il ragazzo va, Auri ha per lui un regalo speciale, a cui lei dà un preciso significato.
Tutta quest'aura di attesa, di apprensione, ci fa stare con il fiato sospeso. Anche se quindi sappiamo per certo che sarà Kvothe a farle visita, ci domandiamo che cosa ora lei gli regalerà, cos'è che farà per far trovare tutto al suo posto, quale problema potrebbe tormentarla e che cosa le è successo in quel passato di cui lei si cura di non fare menzione. Potremmo definirla più vecchia rispetto a Kvothe, che forse è lì in Accademia da tantissimo tempo. Resta comunque una ragazza semplice nella sua stranezza a cui non si può volere bene. La vediamo immergersi in quelle gallerie, rischiare di morire affogata per sistemare le cose che non stanno a posto, sempre accompagnata dalla sua fidata luce verde che lei chiama Foxen.

Lo stile è molto particolare: innanzitutto non abbiamo nessun dialogo. Ma non ci ritroviamo davanti a uno stile raccontato, anzi. Ci mostra con esattezza cos'è che fa Auri, come si muove, com'è che vede il suo mondo in quella Sottovia. L'autore ha avuto paura che alcune scene sarebbero state pesanti, che forse ha calcato la mano su certi elementi dato che ci si è soffermato troppo.
Per me è invece un qualcosa di spettacolare: entriamo in un mondo diverso e vediamo le cose così come le vede Auri. Strane, composte, con un nome e un obiettivo.
E credo che sia assolutamente difficile mostrare qualcosa che può sembrarci banale o senza senso e trasformarla invece in un posto oscuro, pericoloso e allo stesso tempo affascinante.
Anche questa volta Patrick Rothfuss non mi ha deluso. La novella si legge tutta d'un fiato ed è impreziosita dai disegni del suo caro amico Nate Taylor.
Che dire, quindi. Ve lo consiglio così come vi raccomando di leggere le sue Cronache!


 

venerdì 6 dicembre 2019

Recensione: 'Il corvo e la rosa' di Marilynn St. Claire

Oggi è il giorno d'uscita de 'Il corvo e la rosa' di Marilynn St. Claire! Ringrazio l'autrice di avermi dato la possibilità di leggere il romanzo in anteprima! Passiamo quindi alla mia recensione!





Titolo: Il corvo e la rosa

Autrice: Marilynn St. Claire

Edito da: Self publishing

Genere: Romance storico

Data di lancio: 6 dicembre 2019



Un antico rubino rosso come il sangue, a forma di rosa.
Un castello scozzese arroccato su una scogliera a picco sull’oceano.

Una truce leggenda. Quando l'impulsiva Rosa varca la soglia di Dunraven e conosce l'enigmatico Lord Percy, la sua vita verà stravolta senza possibilità di ritorno. La passione che li attira l'uno verso l'altra è dirompente come la tempesta che li fa incontrare, ma la loro felicità verrà minacciata dall'arrivo di un personaggio misterioso e determinato a riprendersi ciò che ritiene suo. Fino a portarli sull'orlo del baratro. Un romanzo che alterna momenti di passione, brividi e risate, complice il levriere Ursus che osserva tutto dall'alto della sua saggezza canina.


Credo che questo sia una romance storico che mescola così tanti elementi che penso davvero possa essere apprezzato da tutti. Abbiamo gli elementi del romance, dello storico, ma anche del giallo e del mistero. Forse anche un pizzico di horror, ma ne parlerò meglio nella sezione dello stile. 
Questo per dire che l'ho trovato un romanzo davvero poliedrico e che quindi me l'ha fatto apprezzare in virtù del fatto che ogni capitolo sembrava raccontare un qualcosa di nuovo, un dettaglio che subito catturava l'attenzione e alla fine sei così curioso che non riesci a smettere di leggere.
Ma qual è la trama? Ci troviamo in Scozia, nel 1862. Rose arriva nella tenuta di Dunraven, per prendere ciò che la sua prozia Mary McLean le ha lasciato dopo la sua morte. Quello che le viene dato non è esattamente quanto Rose si aspetta, speranzosa per tutto il viaggio che forse sarebbe riuscita a racimolare qualcosa da quell'eredità così da poter condurre una vita diversa dato che era la serva della vedova Guthrie e aveva sempre vissuto di stenti. Non solo quindi quell'eredità non è per nulla soddisfacente ma viene anche trattata malamente da Lord Percival Douglas-Hamilton, conte di Dunraven. O almeno è quello che lei crede: Lord Percy si diverte a stuzzicarla visto il suo caratterino e alla fine decide di prenderla con sé e affidarle quello che era il lavoro della sua prozia, ovvero la governante. Dopo qualche insistenza alla fine Rose accetta anche se presto si rende conto di non sapere assolutamente com'è che si svolge un lavoro del genere. Eppure il conte non sembra volerla licenziare. Inzia a scoprire delle leggende riguardo quel luogo: si vocifera infatti che vengano fatte delle messe nere in onore a Lucifero e che ci sia lì, nascosto da qualche parte, un rubino a forma di rosa, chiamato appunto rosa di Satana, appartenuto a Mary Stuart. Rose non vuole dare credito a queste dicerie, a chi chiama il conte 'Corvo' così come tutti i suoi familiari che hanno fatto una fine tragica. Quello che sa è che pian piano si sta innamorando del conte e sa che non potrà fare nulla contro sua cugina, Lady Violet, intenzionata a sposarlo.

Personaggi

 Rose McLean è una ragazza che nella vita è stata sfortunata. Ha vissuto di stenti, nell'estrema povertà a cui dà la colpa proprio alla sua prozia Mary a cui non è mai importato di aiutarla. E ora si ritrova a fare da serva. Per questo la morte della zia non la smuove, ma spera soltanto che le abbia lasciato qualcosa di valore. Quello che ottiene però è il posto di lavoro che prima era suo: ovvero la governante. Non sa minimamente gestire il lavoro, è irritata da tutto e tutti, inizia a litigare con la cuoca e con l'altra servitù. Non le manda certo a dire e risponde a tono anche a Lord Percy, colpevole di non averle dato un onorevole benvenuto. Rose si proclama una donna indipendente, che nella vita ha sempre fatto tutto da sola e quindi non le serve l'aiuto di nessuno. Questo lo vediamo anche per come insiste a issare il grosso baule, l'eredità della zia, anche sotto la pioggia e in mezzo al fango. Di come si fa il viaggio verso il castello di Dunraven sotto la pioggia quando nessuno le permette un passaggio. Già da queste caratteristiche notiamo che, anche se è abbastanza irascibile e scatta facilmente, tuttavia non si scoraggio e non lascia perdere. Ma continua, come a non volerla dare vinta a chi l'ha voluta appositamente mettere in difficoltà. E da una parte posso comprendere molto bene il suo caratterino, tanto che Lord Percy la chiama 'gatta selvatica'.
Lord Percy è un personaggio che inizialmente non ho saputo ben classificare anche se certamente è misterioso.Sembra trattare male Rose, poi si riprende, la tratta con gentilezza, le offre il lavoro e non la rimprovera quando sbaglia e quando un licenziamento sarebbe palese. Anzi, quando anche gli altri si lamentano cerca di trovare una soluzione perché mai e poi mai vorrebbe mandarla via. I suoi gesti sono spesso fraintesi da Rose, specie quando arriva sua cugina Violet insieme alla madre Lady Agatha, intenzionata a far sposare la figlia con Percy. Rose è molto gelosa di Violet: sembra che quella ragazza abbia tutto quello che a Percy interessa e che lei non avrà mai. Violet è una brava cavallerizza, è carina, è elegante ma anche parecchio stupida dato che quando Rose origlia delle loro conversazioni la ragazza non brilla certo di acume e tutto quello che si limita a fare è ridacchiare alle battute di Percy. Per questo vorrebbe imitarla e le conseguenze sono disastrose. I due non sembrano comprendersi, sia perché Percy ovviamente deve essere gentile davanti a Violet e sua madre e sia perché lei non ammette a se stessa quello che prova anche se le sue azioni sono palesi. Quando i due iniziano a innamorarsi lei è talmente ammaliata da lui che accetta di essere la sua amante, basta che vivano sempre insieme. Non è però dello stesso parere Percy che la vorrebbe come sua moglie legittima. Le cose iniziano a scatenarsi e diventare preoccupanti quando Rose scopre segreti di famiglia, del suo fratellastro ucciso e tutto si complica ancora di più quando arriva Thomas Stanford, che sembrerebbe soltanto intenzionato ad acquistare una loro tenuta a Glenturret. Quello che desidera veramente è un colpo di scena che naturalmente non voglio rovinarvi. Ma il rubino, i segreti di famiglia, la morte di alcuni parenti di Lord Percy, saranno tutti dettagli che andranno finalmente a incastonarsi. Menzione speciale per Ursus, il levriere di Lord Percy che fa subito amicizia con Rose in una maniera decisamente vivace, tanto che inizialmente la ragazza non potrà davvero stargli accanto arrivando pure a rinchiuderlo e provocando l'ira di Lord Percy. Ma il grosso cane non sarà soltanto un elemento simpatico durante tutto il romanzo... anche Ursus infatti, metterà del suo in tutta questa storia!
Vorrei anche parlare della prozia ma temo che potrei lasciarmi sfuggire qualche spoiler. Quindi lascio a voi il piacere di sapere altro su di lei leggendo il romanzo.

Stile

Mi è piaciuto molto lo stile, è diretto, semplice, usa i giusti toni per l'epoca che ci viene descritta, è anche uno stile vivace dato che riesce sempre a tenere alta l'attenzione del lettore. Come ho detto a inizio recensione non ci sono soltanto elementi romance, per questo l'ho trovato un romanzo decisamente interessante specie per i dettagli misteriosi legati alla rosa di Satana, il misterioso rubino che dovrebbe celarsi in quella tenuta a Dunraven. Trovo che l'inizio e il finale siano due parti che funzionano perfettamente. Appena ho cominciato a leggere pensavo che l'inizio non fosse in medias res. Mi sono dovuta ricredere subito perché è decisamente perfetto. Il lettore viene subito catapultato nel mistero, avverte ansia e voglia di continuare a leggere. Trovo che l'autrice abbia descritto molto bene la scena e come inizio non posso che premiarlo a pieni voti. Anche il finale è alquanto misterioso e mi ha lasciato con mille interrogativi in testa. Diciamo che è un finale che non ti aspetteresti, che rimani lì a pensare a cosa possa significare e che ti lascia un brivido. L'autrice sa decisamente come iniziare e finire un romanzo!
Per questo ve lo consiglio e lo promuovo a pieni voti.


mercoledì 4 dicembre 2019

Recensione: 'Il Regno Parallelo' di Roberto Donini

Oggi vi porto la recensione del secondo volume della saga fantasy di Roberto Donini, 'Il Regno Parallelo'! Se vi siete persi la prima recensione potete leggerla cliccando qui!


Titolo: Il Regno Parallelo - Le cronache di Aron

Autore: Roberto Donini

Edito da: Streetlib

Genere: Fantasy

Formato: Cartaceo & digitale

Prezzo: 9.99€ cartaceo, 2.99€ Kindle

Pagine: 142





Trama

 La pace è tornata a regnare nella Valle del Destino. Bhaal è stato cacciato, e di Kros nessuno ha più avuto notizie. Finalmente Aron e Misha possono vivere la loro vita, e il loro amore. Ma dalle tenebre il male torna lentamente a risorgere, e nuove sfide si affacciano all'orizzonte. E' così che Aron verrà a trovarsi di fronte ad una delle scelte più difficili della sua vita, che lo porterà inevitabilmente a perdere ciò che più ama...

 Ed eccomi qui a parlare del secondo volume di questa trilogia fantasy. Sono rimasta sorpresa da come si è evoluta la storia, positivamente parlando. Abbiamo infatti un romanzo che non va a ricercare per forza quello che potremmo considerare un finale felice, ma ha degli elementi che ci fanno riflettere e lo portano ad essere più realistico. Nel senso che, era inevitabile quello che sarebbe successo, che ci sono dei sacrifici da sopportare e specialmente delle scelte da prendere che corromperanno il futuro. Ma in questo caso non si è ricercata la soluzione più facile, anzi, siamo subito messi davanti a un'altra situazione di tensione e preoccupazione. Tanto che infatti ho apprezzato il cliffhanger del finale che non disturba affatto ma ci lascia con la giusta curiosità.
Che cosa è successo, quindi? Dopo l'ultimo scontro di Aron contro Kros è arrivata all'apparenza la pace. Bhaal non c'è più così come Kros e nessuno sa che fine abbiano fatto. Aron decide di godersi la vita, anche se gli manca d'impugnare Eclissi, ha sposato Misha e vivono la loro vita felicemente insieme. Un giorno, però, un attacco demoniaco proveniente dal Regno Parallelo sconvolge le loro vite e Misha viene rapita. Aron, disperato, capisce che l'unico modo per salvare sua moglie è quello di andare lui stesso nel Regno Parallelo e questo può farlo soltanto con l'aiuto della sua fidata arma, Eclissi appunto. Il problema è che Eclissi non può essere risvegliata, o meglio sì, potrebbe, ma il re Oder così come il nuovo Signori dei Draghi non vogliono risvegliare ciò che potrebbe portare sciagura per il regno. Aron però non li ascolta: intenzionato a salvare sua moglie, risveglia Eclissi e giunge nell'altro mondo dove farà la conoscenza della regina Kyra e incontrerà, rinchiuso nelle prigioni, proprio la sua nemesi, Kros.

Personaggi

Aron ora conduce una vita tranquilla: ha sposato Misha, allena le nuove reclute, è amato dal re e ha ottenuto la fiducia di chiunque. Tutto questo però crollerà quando Misha verrà rapita e portata nel regno parallelo e Aron si troverà davanti a una scelta: passare per traditore, risvegliare Eclissi e salvare sua moglie, oppure obbedire agli ordini del suo re. Come è naturale che sia, aggiungerei, Aron decide di impugnare nuovamente Eclissi e di recarsi nell'altro regno per poter salvare Misha. Troviamo Aron quindi sempre come quel personaggio motivato, che non ci pensa due volte quando si tratta degli effetti più cari, ed è disposto a tutto per salvare colei che ama. Dopo aver incontrato la regina Kyra, scopre che nelle prigioni del suo palazzo c'è proprio Kros, che non aveva più visto dal momento del loro ultimo scontro. E qui, in questo romanzo, posso affermare che il vero protagonista non è più Aron, bensì Kros. Aron infatti scopre che Misha è tenuta prigioniera da Bhaal e non riesce a resistere al suo incanto. Aron viene soggiogato e utilizzato come marionetta da Bhaal che lo manda a combattere proprio contro Kros. La cosa bella di questo secondo volume è che la nemesi, l'antagonista quindi, diventa in questo caso l'eroe della situazione. Kros vuole bene a Misha, si ricorda di lei e di quello che gli ha fatto provare, quindi è intenzionato anche lui a salvarla, non solo perché vuole distruggere Bhaal. In questo modo sta quindi aiutando Aron che ha fallito, essendosi lasciato catturare. La particolarità del personaggio di Kros è che non lo possiamo definire come un eroe classico, anzi, tutt'altro. Ma è proprio per questo che mi piace: non penseremmo mai che possa cambiare totalmente carattere, che possa combattere per un bene superiore. Kros agisce secondo i suoi pensieri, secondo quello che è il suo modo di approcciarsi al nemico ma allo stesso tempo non dimentica quanto ha appreso nel primo volume. Se infatti in 'Una spada tra luce ed oscurità' avevamo già notato un cambiamento nel personaggio che grazie all'amore di un'altra persona riesce a comprendere che non può essere totalmente malvagio, qui diventa il personaggio attivo che insieme a Kyra combatte contro Bhaal. Mi è piaciuto infatti che abbia trovato in Kyra una persona sulla quale contare, anche se inizialmente non lo penseremmo. Ero convinta più che altro che Kros sarebbe stato rancoroso, specialmente verso Misha -e posso anche dire che ne avrebbe avuto tutto il diritto di sentirsi scombussolato o addirittura tradito. Invece no: grazie a Kyra ma specialmente grazie a se stesso, Kros riesce ad andare oltre. Tanto che alla fine quello che avrà proprio un finale soddisfacente sarà proprio lui. Riguardo al finale, infatti, senza spoilerare troppo dato che non voglio rovinarvi la sorpresa, sono rimasta un po' perplessa dal comportamento del re Oder perché secondo me avrebbe dovuto comprendere meglio la situazione. Sono quindi curiosa di sapere cosa farà adesso Aron perché essere lontano in una situazione come quella sarà molto difficile. Un cliffhanger che come detto all'inizio funziona, e che ci spinge a chiederci se Aron rispetterà ciò che gli è stato imposto o se sarà Misha stessa a reagire. Io avrei addirittura una terza ipotesi che però non posso condividere perché sarebbe spoiler!

Stile

Non ho nulla di particolare da segnalare riguardo lo stile se non che l'ho trovato migliorato. Questo l'ho notato perché l'autore ha utilizzato molto più show don't tell rispetto al primo volume. C'è una scena in particolare, di un combattimento, che è proprio resa alla perfezione perché sono stati coinvolti tutti e cinque sensi. Ci viene mostrato cosa sente il protagonista, addirittura il sapore, cosa avverte al tatto. Quindi sì, per me c'è un miglioramento. Inoltre questo secondo volume l'ho trovato anche più conciso del primo che non è un male come si potrebbe immaginare. Anche stavolta i dialoghi sono impostati in un modo differente da come possiamo essere abituati ma posso ancora confermare di essermi trovata piuttosto bene durante la lettura.
Ve lo consiglio assolutamente!

 

domenica 1 dicembre 2019

Recensione: 'Nel mondo del tempo' di Edward C. Bröwa

Oggi recensisco il primo volume di una quadrilogia fantasy, 'Nel mondo del tempo - al di là delle Valli Gemelle di Edward C. Bröwa!


Titolo: Nel mondo del tempo - Al di là delle Valli Gemelle

Autore: Edward C. Bröwa

Edito da: Self Publishing

Genere: Fantasy

Formato: Cartaceo & Digitale

Prezzo: 13.99€ cartaceo, 4.99€ ebook

Pagine: 308





Trama

 Erick è un giovane che vive nella quinta delle nove Valli Gemelle. Vuole farsi onore, diversamente dai suoi contemporanei, che si stanno abituando a una vita quieta, fatta di piccole ambizioni economiche invece che dei valori antichi. Poiché non è più epoca di battaglie, Erick decide di cercar gloria svelando l’enigma del “Corno di Angrut”, un misterioso ed enorme cono in pietra nera che sorge tra le montagne, ma è in realtà una Porta dei Mondi.
Quando lo raggiunge, ne viene inghiottito, arrivando nel Mondo del Tempo, detto anche Mondo Centrale, quello che ha la funzione di redistribuire il futuro a tutti gli altri Mondi. Lì Erick trova un regno di saggi oppresso da un tiranno sfrenatamente avido di potere, che sta per divenire un pericolo anche per le nove Valli Gemelle. Incontra pochi irriducibili, un popolo che vuole provare a riprendersi la libertà e...


Questo volume è il primo di una quadrilogia fantasy ma l'autore afferma che i libri sono sì, collegati ma possono essere letti separatamente dato che ogni storia è di per sé conclusa.
Quello che ho notato in questo libro, che l'ho giudicato sia come punto di forza che come punto da migliorare, è il background che l'autore è riuscito a creare. Parliamo prima degli aspetti che funzionano e che ho molto apprezzato, e poi, a fine recensione darò dei consigli sempre su questo punto. Si vede che c'è un lavoro veramente enorme dietro il mondo, anzi i mondi, che sono stati creati. Il paesaggio, la conformazione, la storia, sono tutti elementi che sono stati curati con particolare dovizia e che ti fanno entrare nel pieno nella narrazione. Grazie alle descrizioni infatti ci sembra di essere veramente lì, non solo nelle nove Valli ma anche altrove, così come la storia. La trama che c'è dietro ha delle salde fondamenta: ne conosciamo il passato, di cui tra poco ve ne parlerò in breve, e sappiamo già quali potrebbero essere i problemi legati a un futuro prossimo. Ho particolarmente apprezzato e trovato utile l'indice alla fine del libro. Possiamo infatti trovare un elenco non solo di tutti i personaggi ma anche dei luoghi, ed è già da lì che si nota quanta cura nel background c'è stata. Quando è così io preferisco sempre leggere prima l'indice, partire quindi con una bella infarinatura e iniziare a leggere molto più consapevole e preparata. Questo mi aiuta ad addentrarmi meglio nella storia, ed è sempre una cosa che consiglio specie quando come in queste occasioni ce ne viene data la possibilità. Partiamo ora raccontando brevemente la storia: ci troviamo in un mondo in cui conosciamo subito le nove Valli Gemelle che in passato hanno sempre combattuto tra loro. Ciò ha permesso il formarsi di nuovi eroi, di gesta valorose, di vittorie così come di sconfitte. Nonostante la guerra sia sempre tremenda ha permesso però di creare un'identità a queste terre, un'identità che i nuovi giovani vorrebbero trovare a loro volta. Ciò però non è possibile: il cambiamento climatico che ha portato un forte gelo nelle Valli ha piegato ogni popolazione. Dalla guerra si è dovuti passare al fatto che bisognava rimediare a questo grave problema, cercando di aiutarsi a vicenda. Così, sotto ordine di re Torsek, le nove Valli si calmano, si alleano fra loro tramite matrimoni e con queste alleanze la guerra finisce. Sono ora tutti uniti contro gli Jarni, popolazione che vive al di fuori delle Valli e che tutti vedono come una prossima possibile minaccia. Il re si è quindi mosso per il bene di tutti, almeno in apparenza. Non è dello stesso avviso Erick, ventenne montanaro che vorrebbe tanto un'avventura ma ora in quel luogo in cui più non si combatte, il massimo raggiungimento nella vita è fare carriera e formare una famiglia. Vorrebbe tanto emulare gli eroi del passato, essere ricordato e primeggiare in qualcosa. Quindi decide di dirigersi verso il Corno di Angrut, da dove nessuno è più tornato e scoprire da solo il segreto che cela. Naturalmente gli viene sconsigliato di farlo ma Erick ci va lo stesso. Quello che scoprirà però, non è un semplice corno ma una porta dei mondi che lo porterà nel Mondo del Tempo dove appunto il tempo scorre diversamente dalle Valli. E vedrà con i suoi occhi un popolo soggiogato dalla tirannia di Angrut, un essere ormai divenuto immortale per quanto tempo è riuscito ad assorbire. Erick ha trovato la sua avventura: anche se sa che sta perdendo ( o guadagnando?) degli anni dato che nella Valle il tempo sta scorrendo più in fretta, ha trovato il suo obiettivo. Salvare quel mondo dall'immortale Angrut.

Personaggi

Erick è quindi in cerca di avventure. Si trova in un posto in cui la guerra è finita ed è vessato dalle condizioni climatiche. Quello che non sa è che questo gelo non è casuale. C'è qualcuno che lo sta mandando per riuscire a soggiogare meglio le Valli che ha intenzione di conquistare. Una tattica davvero sopraffina, forse subdola, ma certamente ingegnosa. Erick si ritroverà davanti a un nemico senza scrupoli, catapultato in un'avventura che possiamo dire ha volutamente cercato. Vuole darsi da fare, essere come gli eroi del passato e non ha alcuna intenzione di limitarsi ad aprire bottega e creare una famiglia. Troppo noioso, troppo comune. Non ci pensa infatti due volte ad incontrare il re, discutere con lui e incitarlo a combattere per riuscire a scacciare Angrut. Il primo personaggio che incontra e che lo indirizza è il guardiano della porta dei mondi, Juni-Elm, che nonostante sia avanti con gli anni accetta di combattere insieme a Erick e gli altri. Era come se stesse aspettando l'arrivo del ragazzo, come se fosse predestinato a seguirlo. A loro si uniranno diversi uomini come Hairid il marinaio e Noray il capo di una delle tribù ancora libere e che quindi sono maggiormente minacciate da Angrut dato che non trova ammissibile che qualcuno sia sfuggito al suo giogo. Naturale quindi che cercheranno la loro alleanza e si uniranno in diverse battaglie, fino a quando incontreranno Xhawara, figlia di uno dei saggi che è stato trucidato: è una studiosa del sapere antico e decide di allearsi con loro perché potrebbe essere l'unica in grado di ristabilire l'equilibrio tra i mondi. Sicuramente è una donna forte e che non le manda a dire. Non si fa scrupolo di dire le cose come stanno e non ha alcuna intenzione di fermarsi, anche quando qualcuno non la prende molto seriamente. Così come cerca di sottolineare il fatto che non sarà mai un peso per nessuno e che è perfettamente in grado di sostenere una qualsiasi avversità dopo tutto quello che ha patito. Vuole raggiungere l'Antro dei Giganti, obiettivo che si è posto dopo la morte di suo padre.
Il personaggio che però mi ha interessato di più è certamente Angrut, dato che gli antagonisti sono quelli che mi affascinano. In questo caso non abbiamo un confronto diretto con Angrut, non è un personaggio attivo, quindi immagino lo sarà nei prossimi libri. La sua storia è interessante: anche lui è arrivato nel Mondo del Tempo passando per i varchi e ha bruciato la sua possibilità di sapere. I saggi erano infatti interessati a lui, volevano insegnargli, renderlo saggio quanto loro. Ma Angrut ha abusato anche del tempo che stava accumulando, quel tempo che più prendeva e più lo rendeva immortale: è stato proprio questo aspetto a distruggere la sua vera personalità. Si è sentito potente, migliore rispetto agli altri, glorioso di quel tempo che per lui non passava.

Stile

In questa sezione voglio ricollegarmi con quanto detto all'inizio, ovvero come migliorare un aspetto che va più che bene, ovvero la storia e il background. Come detto ci sono molti dettagli e molta cura non solo per i mondi creati ma anche per la storia che c'è dietro. Consiglio però di fare attenzione a due aspetti che in realtà sono molto comuni e che ho visto spesso fare. Quando infatti si hanno molte informazioni da dare ho notato che -e lo dico anche perché lo facevo io stessa- si tende a spiegare tutto nei primi capitoli, slittando quindi dallo show don't tell al raccontato. In questo caso infatti ci troviamo a uno stile raccontato, proprio perché appunto ci racconta tutto quello che dobbiamo sapere senza mostrarcelo. Come detto è una scelta molto comune ma consiglio sempre di non preoccuparsi e di dare le informazioni centellinandole per tutto il romanzo. Si ottengono in questo modo due benefici: il primo è che si rischia, dando subito molte informazioni, che il lettore possa dimenticarsele. Ammetto che non è il mio caso, anche perché scrivendo recensioni, sono molto attenta in queste parti tanto che mi annoto le cose più importanti da ricordare. Ma il rischio che un lettore possa dimenticarsi molte cose proprio perché state dette tutte all'inizio è alto. Quindi il mio consiglio è quello di non dire tutto nei primi capitoli ma 'spalmare' la storia e i dettagli per tutto il romanzo. Quindi il primo beneficio è che il lettore è sempre più curioso di sapere e il secondo è che non dimenticherà nessun dettaglio. Come si fa, però? In due modi, che se usati entrambi danno un ottimo risultato. Utilizzando appunto lo show don't tell, mostrandoci le gesta oppure con i dialoghi. Un'altra cosa che ho notato è che infatti ci sono pochi veri e propri dibattiti e specialmente nei primi capitoli sono un poco assenti. Il dialogo è ottimo per spiegare qualcosa purché naturalmente non sia forzato. Più dialoghi e più informazioni lungo tutto il racconto è il consiglio che mi sento di dare.
Vi consiglio di leggere questo romanzo anche perché come detto la storia merita e sono curiosa di sapere di più anche su Angrut!